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LUISA PAPOTTI: UN'USCITA DI SCENA ALLA GRANDE

Splendori sabaudi: il salone da pranzo del Duca del Chiablese

Luisa Papotti
Per fortuna stamattina una gentile signora del Centro per il Restauro mi ha ricordato l'appuntamento: sennò avrei perso l'occasione per salutare Luisa Papotti, che a fine mese lascia la Soprintendenza per dedicarsi alla sua nuova carriera di nonna. Come festa di pensionamento Luisa ha preferito regalarsi, anziché la classica bicchierata un po' mesta, un'uscita di scena degna di lei, presentando l'ultimo atto di un percorso professionale destinato a lasciare il segno: il restauro e la restituzione alla città dello sfavillante appartamento di Benedetto di Savoia duca del Chiablese, semidistrutto dai bombardamenti e in seguito riadattato alla bell'e meglio per ospitare gli uffici della Sovrintendenza.

Oggi, minuziosamente restaurato dal Centro di Venaria e riarredato con mobili, arazzi e dipinti provenienti dai depositi museali o acquisiti dalla stessa Soprintendenza (ma c'è pure un clamoroso Piffetti recuperato dai carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale), l'appartamento ducale è finalmente a disposizione dei visitatori, torinesi e turisti: e mi sembra una felice coincidenza - se non un segno del destino - che ciò accada negli stessi giorni in cui si apre alla città anche il piano nobile di Palazzo Turinetti, nella nuova Galleria d'Italia. Due gemme strepitose vanno ad arricchire l'offerta turistica di Torino, raccontando gli splendori di una città regale che oggi vuole lasciarsi alla spalle gli anni bui e ritrovare il suo orgoglio. 

Vi segnalo infine un piccolo vezzo da non perdere, quando andrete a scoprire le sale di Palazzo Chiablese: Luisa Papotti ha voluto riprodurre in una stanza quello che era l'ufficio del soprintendente verso la metà del secolo scorso, con le scrivanie, gli schedari, le pratiche, i libri, i timbri. Il risultato lo vedete nella foto qui sopra: una musealizzazione dei musealizzatori che trovo deliziosa.

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