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SOLDI PUBBLICI E FANTASTICI MODI DI SPENDERLI

Ci si imbatte a volte in storie buffe, quasi surreali. Che è pure divertente raccontare, almeno finché non realizzi che stai pagando tu.

Di queste storie me ne sono capitate due di seguito. La prima, che ho riferito ieri sul Corriere, la potrei intitolare "Centomila euro e come spenderli per un festival". Metto a confronto i personaggi invitati a due festival, "Giovani Adulti" e "Radici", caratterizzati entrambi dall'essere frutto delle "politiche culturali" dell'intraprendente fratello d'Italia Maurizio "Marry" Marrone e dal costo - per l'appunto centomila euro cadauno - ma con due cast imparagonabili: banali facce da talk show il primo, eminenti intellettuali, scrittori e artisti il secondo. 

Seconda storia, che potete leggere oggi sul Corriere: si è discusso, nei giorni scorsi, della spesa - non  indifferente - che comporterà per il Museo del Cinema l'alto onore ospitare Martin Scorsese e rifilargli la solita Stella della Mole. Tale spesa, non quantificata ma "superiore a 50 mila euro", viene giustificata dall'eccezionalità dell'evento, con il Venerato Maestro che arriva apposta da New York con un jet privato (e relativi costi di cui almeno in parte il Museo deve farsi carico). Così mi hanno detto. Ma ieri, girando in rete, apprendo che in questo periodo Martin Scorsese (al centro in basso nella foto Ansanon era poi così lontano...

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CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...