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AL COMUNE IL ROCK GLI PORTA SFIGA

A che punto è la notte? Il prolungato e assordante silenzio sugli sviluppi delle ennesime sfortunate imprese del Comune nel rutilante mondo della musica pop (mi riferisco a Todays e al presunto Concertone dell'ultimo dell'anno) mi ha indotto a scrivere l'articolo - uscito ieri sul Corriere e che ripubblico qui in quanto non disponibile on line - nel quale ancora una volta cerco di capire (se possibile) in quale assurdo ginepraio si siano ficcati, e come pensino di uscirne, i barbapapà che a onta di ogni evidenza si ostinano a intraprendere imprese per cui evidentemente non sono votati (in tutti i sensi dell'espressione "non essere votati"). 

Ecco l'articolo:

I nostri amministratori civici dovrebbero farsene una ragione: la musica pop non gli dice bene. Ogni volta che ci si immischiano – che sia un festival o un singolo concerto – sono disastri.

Prendete il caso di Todays: quest'anno è andato com'è andato (cioè male) anche a causa del bando pubblicato fuori tempo massimo, addirittura a febbraio. S'era quindi detto che il bando per l'edizione 2025 sarebbe uscito con giusto anticipo: a quanto mi pare di ricordare, «entro ottobre». Così il 4 novembre chiedo notizie del bando all'assessore competente, Rosanna Purchia. Purchia mi assicura che l'impegno era di pubblicarlo «entro novembre», non entro ottobre, e subito dopo l'approvazione della nuova convenzione triennale 25/27 con la Fondazione Cultura, alla quale Fondazione spetta l'ingrato compito di gestire la patata bollente di Todays. Il 5 novembre la giunta comunale ha approvato la convenzione: ma il bando ancora non s'è visto. E siamo già in ritardo abissale: tutti i festival estivi sono da tempo al lavoro per costruire i propri cartelloni.

Suppongo che il ritardo dipenda da imbarazzi di natura politica. Forse lorsignori paventano una replica del Todays 2024, che ha dato esiti poco esaltanti, con buona pace delle ottimistiche valutazioni di Purchia & Co: modesta affluenza, cast raffazzonato, e soprattutto vibranti proteste degli ambientalisti per la scelta del Parco della Confluenza come location per un festival pop. In breve, grane a non finire per l'amministrazione civica, senza reali benefici né per la visibilità di Torino né per l'immagine della giunta.

D'altronde non rientra nella mission di un'amministrazione locale organizzare manifestazioni «culturali» in ambiti già ampiamente coperti dall'offerta dei privati. Ci sta che l'ente pubblico si faccia carico di un festival jazz, o di una rassegna come MiTo, dato che nessun privato è attrezzato per (e disposto ad) assumersi il rischio economico di simili iniziative. Ma cosa mi rappresenta di più e di diverso un ennesimo festival pop, largamente foraggiato con denaro pubblico ma che va sul mercato con biglietti a prezzi giustappunto «di mercato»? Cosa, dico, a parte a una sleale concorrenza ai privati?

Tutto ciò suggerirebbe una riflessione seria sul rapporto costi/benefici di Todays: è segno d'intelligenza ammettere di aver sbagliato. Ma i politici sono come Fonzie, proprio non gli riesce di pronunciare le parolette magiche «ho sbagliato». Nello specifico di Todays non riescono a pronunciarle dal 2014, allorquando Fassino s'impuntò con la malsana idea di farsi un festival tutto suo. Sono cambiate le amministrazioni ma non la pervicacia con cui anno dopo anno lorsignori s'ostinano a procacciarsi quest'altra, superflua grana, manco non ne avessero di più serie.

Un po' più seria, ad esempio, è la grana del Capodanno in piazza, alla quale il Comune non può sottrarsi poiché nessun privato spenderebbe 900 mila euro per regalare un concerto – anzi due, contando quello classico del primo gennaio - alla cittadinanza. In questo caso il Comune offre al pubblico un servizio che nessun altro offrirebbe. E ciò ha un senso. Ma ecco puntuale la grana: l'intollerabile pantomima su Tananai arruolato «a sua insaputa». E non c'è limite al peggio: a un mese e mezzo dalla fatidica notte di San Silvestro non ci è ancora dato di sapere se il concerto sarà gestito da Reverse, che ha organizzato quest'anno Todays e avrebbe vinto pure il bando di Capodanno promettendo un artista, Tananai, che non ci sarà; se Tananai sarà sostituito da «artista equivalente» e chi deciderà su tale «equivalenza»; se, in tal caso, non ci saranno ricorsi amministrativi degli altri partecipanti al bando; o se invece il bando sarà annullato e la procedura riaperta, sempre che i tempi tecnici lo consentano. L'unica dichiarazione in merito ottenuta da Mimmo Carretta, assessore ai Grandi eventi, è che «la commissione» (la stessa che ha aggiudicato il bando a Reverse, e di cui non conosciamo i componenti) «sta valutando». Il casino è esploso il 15 ottobre, è passato un mese e quelli ancora «stanno valutando». Ma cos'è, 'sta commissione? La Corte costituzionale? Il Conclave? Suggerisco caldamente alla commissione (e all'assessore competente) di darsi una mossa. Perché si sa, in certe faccende più passa il tempo, e più la gente pensa male.

Commenti

  1. Sono sempre più spettacolari: https://www.giornalelavoce.it/news/attualita/553707/caso-tananai-a-torino-un-intrigo-milionario-tutto-da-chiarire.html A questo punto l'annuncio del 5 dicembre crea aspettative a metà strada tra la suspense di un romanzo di Agatha Christie e l'evoluzione comica di un film di Buster Keaton

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