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CIAO FREAK

Roberto "Freak" AntOni avrebbe compiuto 60 anni il 16 aprile. Era malato da tempo. Se n'è andato questa mattina
Sono triste perché Freak non c'è più. Adesso vengono gli elogi, i coccodrilli e gli obituaries. Ve li lascio tutti. Penso alla prima volta che ci incontrammo. Fu sul palco di Hiroshima mon Amour, ai tempi di via Belfiore. Per una serata, se ben ricordo, dedicata al rock demenziale. Probabile, no? Quella stagione era già finita. Ne parlava con distacco. In fondo, non gli aveva dato un granché. Lui sapeva di valere tantissimo. E non riusciva a capacitarsi che non gli venisse riconosciuto. O forse sì, dato che quella sera mi accennò al libro che stava scrivendo, e che sarebbe diventato "Non c'è gusto in Italia a essere intelligenti". Il suo unico successo di massa. E una presa d'atto definitiva. Quello fu il primo di tanti incontri. Era geniale, ironico, un po' triste. Gli volevo bene. Lui, forse, se ne voleva un po' di meno. Ho parlato di lui con amici comuni pochi giorni fa. "Sta proprio male", mi dissero. Speravo di vederlo ancora. Non è andata così: come avrebbe detto lui, la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo.

Commenti

  1. Ero presente a quella serata dedicata al rock demenziale e ricordo che esordiste invertendo i ruoli, quindi lui iniziò nei panni del giornalista. Fu spiazzante e divertente. Bella serata. R.I.P. Freak.
    Luca R.

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  2. Amava i bar: questa, sostiene il mio amico Paolone Aka, è la miglior cosa che si possa dire di una persona

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  3. E allora dedichiamo a lui il primo pezzo Mielemag numero zero, dedicato proprio ai bar. Saluti a Paolone, se legge. http://www.mielemag.it/pdf_webexclusive/sottoilmale.pdf

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