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ECCO IL PIANO PER SALVARE RIVOLI

I cavalieri che fecero l'impresa: riusciranno i nostri eroi a salvare il Castello?
Il piano per salvare il Castello di Rivoli è pronto. Lo hanno studiato minuziosamente Fassino e gli assessori Parigi e Braccialarghe. Nei prossimi giorni lo presenteranno alle commissioni cultura riunite di Comune e Regione, presiedute da Luca Cassiani e Daniele Valle. I particolari non sono ancora noti, ma a quanto mi risulta le prime valutazioni sarebbero piuttosto positive.

Il progetto in sei punti

Dal poco che trapela, il piano dovrebbe funzionare così:
1) Non si fa la Superfondazione. Più semplicemente, il Castello di Rivoli viene inglobato nella Fondazione Torino Musei, e come già previsto avrà un direttore unico con la Gam.
2) La Regione, nonostante la sua voglia di disimpegno, garantirà all'operazione un sostanzioso contributo finanziario.
3) I lavoratori di Rivoli saranno equiparati a quelli della Fondazione Musei: per tutti verrà applicato il contratto più favorevole.
4) L'inglobamento di Rivoli in una struttura di pertinenza del Comune di Torino come la Fondazione Musei avrà una logica nella prospettiva della Città Metropolitana.
5) Il nuovo bi-direttore dovrà restituire a Rivoli una sua vocazione precisa, differenziandone l'ambito e le attività rispetto alla Gam.
6) La Fondazione Torino Musei dovrà decidere che fare del Borgo Medievale, dopo che il Circolo dei Lettori l'ha restituito al mittente: l'ipotesi più accreditata è quella di cederlo in gestione ai privati.

Prove d'unione, senza Artissima

Intanto si avvicina la "prova unitaria" di Rivoli e Gam, ovvero la mostra "Vero! L'occhio della realtà 1815-2015" curata da Francesco Bonami, che si dovrebbe inaugurare ad aprile e che vedrà coinvolte, con il Castello e la Galleria d'arte moderna, anche le fondazioni Sandretto e Merz. A quanto mi risulta ne sarà invece esclusa Artissima: il che è abbastanza sorprendente, dato che la mostra era stata pensata proprio nell'ambito della Fiera.
Ma questa è un'altra storia, à suivre...

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