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SALONE, L'ULTIMA SMERDATA: I VINCITORI SI BULLANO

Offerte speciali: il prezziario per l'affitto degli spazi espositivi a Tempo di Libri
E' stata una giornata molto piena. Piena di cose belle, interessanti, e in ogni caso più importanti che scavare dentro le nostre miserie. Ovviamente non sono andato a Milano per assistere all'apoteosi del salone bauscia e alla ridicolizzazione delle velleità torinesi. E non ho neppure voglia di scriverne. Mi limito a registrare che il salone del libro di Milano si chiamerà "Tempo di Libri" (beh, si sono sforzati...) e si terrà dal 19 al 23 aprile. Sul fronte torinese niente di nuovo. Sono le 19,46 e anche oggi non abbiamo un direttore. Ridicolo.
Al fine di rigirarvi il coltello nella piaga, vi riporto i discorsi dei vincitori. Così rosichiamo ancora. E chissà che impariamo la lezione.

Ma no. Non impareremo mai. Perché, è notorio, siamo piciu.

“Questo è un momento importante per tutti noi, un momento fondamentale per lo sviluppo del mondo del libro - ha commentato il presidente di Aie Federico Motta -. Da oggi siamo allineati con la maggior parte delle esperienze internazionali in cui sono gli editori stessi a realizzare le loro fiere nazionali del libro. MaTempo di Libri vuole andare oltre. Vuole essere la Fiera dell’editoria italiana perché vuole parlare non solo a editori, lettori, bibliotecari, librai ma anche fortemente ai non lettori. Vuole parlare a tutti”.



“Costruire Tempo di Libri è entusiasmante - ha sottolineato la presidente de La Fabbrica del Libro Renata Gorgani -. Editori molto diversi tra loro ci hanno già suggerito idee e progetti. I responsabili del programma si sono messi all’opera con lo sguardo aperto e la voglia di sperimentare. La Fiera sarà come un grande libro che si racconta nel suo farsi, con tutte le sue storie e i suoi linguaggi, e dove il pubblico, tutto il pubblico, sarà protagonista.”

“Tempo di Libri sarà una kermesse unica – ha detto Corrado Peraboni, amministratore delegato di Fiera Milano – poiché sarà in grado di arricchire culturalmente tutta la città di Milano, capitale dell’editoria e centro culturale. Il nostro progetto prevede infatti una manifestazione letteraria articolata e ricca anche di molti eventi in città. Milano aveva bisogno di un salone dedicato al mondo dell’editoria, noi siamo riusciti a colmare questo gap e oggi, finalmente, possiamo dire che abbiamo realizzato il nostro sogno”.

“La Fiera del Libro - ha affermato Giuseppe Sala, sindaco di Milano - sarà una nuova occasione di crescita per Milano. La nostra città, infatti, ha nell’editoria una delle sue anime più rappresentative e trova nella capacità di coinvolgere milanesi e turisti un decisivo punto di forza. Quello che spero è che questo appuntamento, come succede già con gli eventi di BookCity e PianoCity e con il Fuorisalone del Design, contribuisca a rendere sempre più attrattiva Milano, punto di riferimento non solo per il nostro Paese, ma anche a livello internazionale”.

E, supremo oltraggio, ci becchiamo pure le vanterie di Maroni: "La prima edizione della nuova Fiera dell'editoria italiana è una grande opportunità per Milano e per la Lombardia - ha dichiarato - una partenza per guardare al futuro di un settore oggi in forte evoluzione. Siamo la regione al primo posto in Italia per il numero delle case editrici, rappresentano il 20 per cento del totale italiano. Il nostro obiettivo è quello di continuare in questa direzione e costruire sempre nuove possibilità di crescita".
Ciapa su.

Commenti

  1. Sono andato sul sito personale di Bray. Nella bio il salone non c'è....

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  2. Che tristezza, parlare di un furto come di una creazione originale...

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  3. mah, proprio furto non direi, nel senso che è la maggioranza degli editori che ha scelto di lasciare Torino, non il sindaco di Milano che li ha rincorsi. Se ne sono andati perché Torino non offriva loro quello che volevano e sono andati a Milano, che per loro è più vicino, che è la capitale della regione in cui si legge di più in Italia, che è più raggiungibile dal resto del Paese e anche dall'estero.
    Nessuno ha rubato niente a nessuno, Torino non è stata la prima città al mondo a fare una fiera del libro (quindi non è un'idea originale) e come sempre ha fatto in modo di scontentare un po' tutti fino a farli scappare. Certo, rimane la tristezza di avere ancora una volta perso un'occasione. L'ennesima.

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