Passa ai contenuti principali

MICHELE APICELLA NON VA AL REGIO

Era Bohème, ma sembrava Butterfly. Nel senso che al Regio oggi hanno presentato la stagione d'opera che s'inaugura il 12 con le sventure di Mimì. Mentre presentavano, i vari Vergnano, Noseda, Fournier Facio, il regista Alex Ollé, e persino l'assessore alle Fontane Leon, scrutavano l'orizzonte. Ma non abbiam visto levarsi un fil di fumo. Pinkerton non è arrivato.

Siamo tutti Cio-Cio-san: in vana attesa

Purtroppo, però, alla presentazione della stagione 2016/17 del Teatro Regio di Torino non è arrivato manco il presidente del Teatro Regio di Torino, che sarebbe poi il sindaco di Torino.
Un bel dì vedremo... Pasquaretta di vedetta aspetta il sindaco
La sala era affollata, hanno aspettato un bel po', poi hanno cominciato perché stava facendosi una cert'ora; sempre sperando che il presidente/sindaco s'appalesasse. L'addetto stampa del Comune, Pasquaretta, se n'è rimasto di vedetta tutto il tempo, perfetto nel ruolo di Cio-Cio-san. Ma invano.
Alla fine la Leon, mentre scappa via, mi rivela che il presidente del Regio/sindaco di Torino oggi “aveva migliaia di appuntamenti” e probabilmente non ce l'ha fatta. Cose che capitano. Può apparire stravagante che il presidente del Regio accumuli migliaia di appuntamenti proprio il giorno e l'ora in cui presentano la stagione del Regio, ma gli impegni di governo sono tanti e gravosi, questo si sa.

Un debutto mancato


Quelli del Regio mi sembravano un po' attapirati: sono passati dal troppo al niente.
Fassino era una tassa, non perdeva un'occasione per fare il suo discorsetto sulla "centralità della cultura”, e se aveva impegni improcrastinabili capace che faceva spostare la data della presentazione. Stavolta era il debutto della nuova amministrazione civica, e il presidente/sindaco aveva promesso di “fare il possibile” per esserci. Anch'io, quando insistono a invitarmi in posti dove non ho voglia di andare, dico che farò il possibile, e poi non vado. Però tutti dicono che sono una brutta persona.
Insomma, alla fine è rimasta la povera Leon con il cerino in mano. Non si sono visti né Appendino, né quelli della Regione: dal Regio mi dicono di averli invitati, Chiampa e Parigi, ma “di solito la Regione non c'è alle nostre presentazioni, amministrativamente siamo più legati al Comune”. Avranno mandato un bigliettino/mail di cortesia. Io però se fossi socio, sia pur di minoranza, del Regio, beh, un salto ce lo farei. Giusto per dire ehi, sono qua!

La prevalenza delle periferie


Però una notizia ce l'abbiamo. Nell'allestimento di Alex Ollé, regista che arriva dalla Fura dels Baus e dunque è assai trasgressivo, la vicenda di “Bohème” è trasportata ai giorni nostri, e ambientata nella periferia di una grande città. In conferenza quest'aspetto viene sottolineato con estrema enfasi. Il regista Ollé sostiene che “nelle periferie nasce la cultura del futuro”; e il direttore artistico Fournier Facio traccia un breve ma succoso profilo sociologico delle periferie “dove si soffre la fame e il freddo”.

Secondo me, al Regio sentono puzza di altri drammatici tagli dei finanziamenti.
Primum vivere. 

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...