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SORPRESONA: AL TJF C'E' RAVA!

Generazioni a confronto: Enrico Rava si intrattiene con il rapper torinese Ensi
nel backstage del Torino Jazz Festival 2016, prima del concerto del 25 aprile
Ricevo, e divertito pubblico

Dal 26 aprile al 4 maggio si svolgerà la settima edizione del Torino Jazz Festival che intende proporsi come evento primaverile internazionale e che porterà centinaia di artisti a esibirsi, a prezzi popolari, sul palco delle Officine Grandi Riparazioni, nei circoli jazz della città e in varie sale da concerto dal Piccolo Regio al Conservatorio, fino all’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo e, per la prima volta, nell’Aula Magna del Politecnico.
Diretto dai musicisti Diego Borotti e Giorgio Li Calzi, il Festival prosegue sull’onda del grande successo registrato lo scorso anno: ampio spazio a produzioni originali, create appositamente, insieme a esibizioni di star del jazz internazionale.
Tra gli oltre 100 concerti in programma si segnalano: Gavin Bryars (28 aprile, unica data italiana); Jon Balke Siwan con gli Archi del Conservatorio di Torino (30 aprile, produzione originale TJF 2019) ed Enrico Rava che festeggia gli 80 anni nella ‘sua’ Torino (4 maggio)
(e qui stavo in pensiero, perché l'ottimo Rava è davvero una novità col botto, per il Tjf: finora ci ha suonato appena quattro volte su sette edizioni, nel 2017 - in versione Narrazioni Jazz -, nel 2016, nel 2015 - ma in "trasferta" all'Expo Milano - e nel 2013. Ora, scherzi a parte, io adoro l'Enricone, e gli auguro in anticipo buonissimo compleanno: ma sant'iddio, allora diciamolo che Enrico Rava è l'ospite fisso del Tjf - cosa che a me sta benissimo e mi sembrerebbe anzi un dovuto omaggio a un grande torinese d'adozione - epperò non tiriamocela ogni volta come se fosse l'esclusiva del secolo... NdG).
Il TJF, che dà ampio spazio a produzioni originali, create appositamente, insieme a esibizioni di star del jazz internazionale, nel 2019 ha in calendario, nei nove giorni di programmazione, una panoramica sulle diverse anime del genere musicale - dal mainstream americano ai migliori talenti italiani ed europei - ospitando concerti di artisti che rappresentano l'evoluzione attuale del jazz nel rock, nella musica elettronica e nei nuovi linguaggi improvvisativi. L’edizione di quest’anno cresce nei numeri aumentando gli appuntamenti. Sarà una rassegna ‘diffusa’ nella città e per la città che, con i grandi concerti e le molte iniziative ospitate dal Festival tra cui le jam session, i Torino Jazz Meetings (dove si incontrano gli operatori del settore) e le incursioni musicali dei jazz blitz in luoghi atipici, contribuirà a creare il classico ‘clima’ da festival.
Nella città di Torino, laboratorio di cultura per antonomasia, l’Amministrazione comunale sostiene e promuove produzioni e sperimentazioni musicali, collaborando con le diverse realtà presenti sul territorio. Saranno infatti 15 i club, in cui si suona jazz tutto l'anno, a essere coinvolti nella settima edizione del TJF. (Ecco: questo capoverso, deplorevole nella sua smaccata autoesaltazione di lorsignori, ero tentato di non pubblicarlo. Poi ho preferito lasciarlo, per dare testimonianza della continuità del potere, delle sue intollerabili vanterie che si ripetono sempre uguali indipendentemente dal culo che occupa lo scranno più alto. Con il Tjf si bullava Fassino come adesso si bulla Chiarabella: con lo stesso tono da pomodorini vantoni, e con l'aggravante che Chiarabella, prima di arrivare bullarsene, lo considerava inutile e dannoso. NdG). 
Il Festival è un progetto della Città di Torino realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino ('Naltra che dovevano chiudere in un battibaleno e invece è ancora qui, alive and kicking. NdG).

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