Passa ai contenuti principali

LO STALKER DI CIRIO: UN'ALTRA LETTERA AL PRESIDENTE

C'è posta per te: Alberto Cirio
Non vorrei diventare il peggior incubo del malcapitato presidente Cirio. Che poi mi denuncia per stalking. Però quando ce vo' ce vo'.
La settimana scorsa gli ho spedito, tramite il Corriere, una lettera contenente alcune sommesse osservazioni. Lui ha urbanamente accusato ricevuta, e ciò va a suo merito. Io però oltre alla cortesia vorrei vedere un po' di azione, e quindi - sempre ispirato dal mio ben noto spirito collaborativo, mi sono permesso di scrivergliene una seconda, di lettera, recapitata anche questa tramite il Corriere di oggi. Se volete, la potete leggere qui https://torino.corriere.it/cultura/19_ottobre_07/caro-cirio-perche-l-assessora-poggio-non-si-palesa-mai-sembra-che-cultura-non-vi-interessi-granche-571f55dc-e8e7-11e9-a351-0f862d63c352.shtml
.
Nella lettera mi prendo la libertà di ricordare al buon Cirio quelle che considero quattro priorità - non le uniche, purtroppo - che meriterebbero un intervento significativo, e immediato, della Regione, che finora vedo molto al margine dei giochi. 
Eccole, le priorità. Sono il Regio, che sembra aver trovato un po' di pace con il nuovo sovrintendente (purché resti...) ma è tutt'altro che al sicuro; il Museo del Cinema, sul quale non credo necessario spendere parole; il Museo di Scienze Naturali, chiuso da oltre sei anni in attesa della fantomatica trasformazione della Fondazione Torino Musei in Fondazione Piemonte Torino Musei, progetto finora incagliato in Comune; e il Museo della Resistenza, che versa in un deprecabile stato di semi-abbandono, senza neppure un direttore. 
Inoltre, nella lettera incito l'assessore Poggio a frequentare con maggiore assiduità i momenti istituzionali (inaugurazioni, presentazioni, conferenze stampa) delle fondazioni culturali e delle manifestazioni: se non altro quelle finanziate dalla Regione. Giusto per non dare adito al sospetto che il nuovo assessore alla Cultura, Turismo e Commercio della cultura se ne sbatte allegramente.
P.S. E spero che qualcuno non salti su a dire che però i vertici del Salone del Libro almeno li hanno incontrati: quello era un atto dovuto, si trattava di tamponare le solite intemperanze di Ricca. Non fa punteggio.

La risposta di Cirio

Il bello è che il pres stamattina ha subito replicato, con un WA scritto mentre stava imbarcandosi per Bruxelle dove, mi dice, "vado a cercare fondi europei, anche per la cultura: la mia giunta non taglierà sulla cultura". E aggiunge, con un pizzico di vezzosa polemica: "Gli altri andavano alle inaugurazioni e poi tagliavano i fondi alla cultura. Noi non andremo a qualche inaugurazione, ma garantiremo le risorse vitali a far vivere la cultura torinese e piemontese".
Lo prendo in parola.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...