Poiché l'avevo seguita, vi segnalo com'è andata a finire la storia di Paolo Verri: alla fine ha deciso di restare a Matera 2019, declinando l'offerta della Regione Puglia. Ha creduto al ravvedimento operoso della proterva nuova amministrazione che lo boicottava. O forse a Matera hanno amministratori protervi, ma non quanto i nostri, e pertanto suscettibili di resipiscenza o quanto meno di attività cerebrali seppur minime. Sia come sia, quella di Verri è stata una scelta molto, ma molto generosa - io me ne sarei ben guardato - dettata chiaramente dal sentimento. Verri è fatto così. Potremmo provarci anche noi, a chiedere scusa e farlo tornare, prima che i genii che ci siamo tenuti stretti sfascino anche l'ultima suppellettile di casa.
Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio". Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...
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