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E PURE 'STA INAUGURAZIONE SE LA SEMO LEVATI DALLE PALLE

E poi tutti al buffet in Galleria di Diana E va bene, va bene così, in fondo l'inaugurazione non conta, è sempre stata un corpo estraneo per il Tff, il contentino a chi pretende il frisson della mondanità, e in passato ne abbiam viste di noiose e di noiosissime, e vada come vada tanto da oggi ci sono i film, il Festival vero. E allora posso sopportare anche la location alle scuderie della Reggia di Venaria, location prestigiosa, ci mancherebbe, e inevitabile dato che il Regio non era disponibile, ma sant'iddio non si sentiva un piffero; e posso sopportare la diretta di "Hollywood Party" più pallosa che io ricordi con un Pupi Avati che bofonchia nell'ondeggiante microfono e Neri Marcorè e Michaela Ramazzotti a sviolinare il Maestro; e posso sopportare l'assalto di mille e più cavallette ai buffet in Galleria di Diana e dintorni; e posso persino sopportare (ma mica tanto) l'incomprensibile ma marginale ruolo della madrina Catrinel Marlon (al secolo Catrinel ...

TFF NELLA REGGIA

Il quarantunesimo Torino Film Festival, secondo e ultimo diretto da Steve Della Casa, sarà un grande festival? Lo scopriremo soltanto vivendolo: ma tutto - il successo della scorsa edizione, il programma attraente, gli ospiti di gran nome – autorizza a credere che non ci deluderà. Diciamocelo: Steve Della Casa può piacere o meno, però i festival li sa fare. Ovvio: è un professionista, conosce il suo mestiere, c'è dentro da una vita. E un evento del valore del Tff (valore anche economico: quest'anno il budget definitivo sarà di 1,9 milioni, parola del presidente del Museo del Cinema Enzo Ghigo) merita una guida professionale. Non mi sembra quindi irrazionale nutrire qualche apprensione sul futuro... L'articolo completo potete leggerlo sul Corriere di oggi. Qui sotto invece riporto il primo daily del Tff con il programma di oggi e domani: Prende il via  venerdì 24 novembre  il  41° Torino Film Festival , diretto per il secondo anno consecutivo da Steve Della Casa e in progr...

DAGOSPIA ALLA BAGNA CAUDA

Metti una serata come tante al Museo del Cinema, solita anteprima al Massimo preceduta dal solito bollicine&tramezzini alla Mole, anteprima del solito film nuovo, solite facce del solito giro cinegiro. Niente di che. Se però ci aggiungi lo stile Dagospia, per quanto annacquato dall'understatement sabaudo, allora scatta l'effetto terrazza romana.  Per carità, niente trenino alla Grande Bellezza, men che meno mises sfacciate per la gioia di un Umberto Pizzi de noantri: ma insomma, ieri per la presentazione del film documentario "Roma"  - firmato da Marco Giusti e Roberto D'Agostino per la regia di Daniele Ciprì - lo spettacolo è stato abbastanza destabilizzante, rispetto al rituale della consueta mondanità esageruma nen. Merito della scelta - meglio: del casting - degli invitati, nel quale era evidente l'impronta di Dago medesimo.  Solo il sulfureo barbuto tatuato, associato al sornione presidente Ghigo, poteva radunare un così assortito campionario cheap ...

SERATONA AL DISCOREGIO

  Stasera, con ogni probabilità, la prima della Rondine di Puccini al Regio non andrà in scena, causa sciopero. Il teatro aprirà, pro forma: ma con poche o punte speranze. Al Regio dice male, quest'anno, con gli scioperi: anche la prima di La Bohème, a ottobre, era saltata per lo stesso motivo. Ma io sono fortunato:  La Rondine  l'ho già vista ieri sera, approfittando del raro e prezioso privilegio di assistere, in qualità di fuori quota, alla "anteprima giovani" che il Regio riserva agli under 30, con biglietto al prezzo popolarissimo di 10 euro. Questa delle "anteprime giovani" è una genialata fantastica, che smentisce il frusto luogo comune secondo il quale "ai giovani non interessa l'opera lirica". Altro che "non interessa"! Il best show in town è vedere la sala del Regio - 1500 posti, mica storie - piena zeppa di pubblico. E che pubblico! Ragazze e ragazzi entusiasti applaudono i migliori momenti musicali con ovazioni, fischi al...

IL MEGA RESPONSABILE DEI RESPONSABILI

In un articolo uscito ieri sul Corriere (ecco il link ) ho dato vasto risalto all'imperdibile opportunità offerta dall' avviso di ricerca della Fondazione Torino Musei per "l'individuazione di candidati idonei a ricoprire il ruolo di Responsabile del Settore Comunicazione e Marketing". Così facendo, ritengo di aver assolto a un importante dovere sociale: di 'sti tempi non capita tutti i giorni che - con un minimo di appena tre anni di esperienza in azienda con ruoli apicali - ti offrano un contratto da dirigente a tempo determinato (per cinque anni, mica cinque mesi!) ma trasformabile a scadenza in tempo illimitato. Poi, rileggendo l'articolo, mi è venuto in mente un certo pensiero. Non un pensiero malizioso come il primo balenatomi nella mia maliziosa testolina: quello ve lo risparmio. È uno di quei pensieri che ti vengono quando ormai l'articolo è stampato. E allora ve lo scrivo qui, perché trattasi di pensiero pragmatico, che si fonda su una domand...

PERFIDIE E PRESENZIALISMI AL TFF

Non ho nulla da aggiungere a quanto già avrete letto sul quarantunesimo Torino Film Festival, secondo e ultimo del governo Della Casa bis, presentato ieri a Roma. Nulla, se non una oggettiva constatazione e un affettuoso consiglio. Prima l'oggettiva constatazione: Steve Della Casa è cattivo. Spiego: solo una persona cattiva - anzi, perfida - poteva mettere in piedi un Festival tanto suntuoso (suntuoso, sia chiaro, nei limiti dei soldi disponibili: 1,4 milioni di budget a bilancio preventivo 2023, ma mi confermano che la cifra definitiva è 1,9 milioni), con ospiti di gran lusso e un programma così attraente. Ciò rappresenterà una pietra di paragone estremamente impegnativa per il prossimo direttore. Dubito che lo stesso Steve faticherebbe, nel 2024, a mantenersi a questo livello: ma nel 2024 il direttore sarà Giulio Base. Se non è una perfidia questa...  E adesso l'affettuoso consiglio, che rivolgo all'esperto ingaggiato - e stipendiato - dal Museo del Cinema per curare, e s...

C2C SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE

Con colpevole ritardo registro anche i numeri della ventunesima edizione di C2C: numeri che fanno del festival avant-pop organizzato dall'associazione X-plosiva il vero trionfatore dell'Art Week. Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, infatti, C2C - formerly known as Club to Club - quest'anno ha registrato 35 mila presenze ( contro le 34 mila di Artissima ) spalmate su quattro giorni e tre venues (Ogr, Lingotto e Regio).Un sensibile miglioramento anche rispetto al pre-covid . Il dato più interessante è quello sul pubblico internazionale, che per la prima volta ha superato il 20 per cento del totale, con spettatori provenienti da 40 Paesi. Insieme con il "cugino" estivo Futur Kappa, C2C si conferma quindi l'unica realtà musicale cittadina con visibilità globale (autentica, e non semplicemente autodichiarata...): non a caso, due realtà prodotte da privati, non sostenute (Futur) o sostenute in minima parte (C2C) dal denaro pubblico .  Nelle prossime settima...