Passa ai contenuti principali

TRAFFIC 2014: YESTERDAY TODAY

Per l'undicesima edizione Traffic torna in piazza San Carlo
Il cartellone della prossima edizione di Traffic, l'undicesima, è quasi pronto. Tre artisti di alto livello internazionale sono praticamente certi, per un quarto la trattativa è in dirittura finale. Massimo riserbo sui nomi, naturalmente. E' filtrato soltanto il "claim" di quest'anno, che sarà "Yesterday Today". Se vi suggerisce qualcosa, beati voi, per me è buio pesto. Ciò che posso dire con certezza è che gli organizzatori sono molto soddisfatti. Traffic 2014 magari sarà l'ultimo (semmai dovessero andare in porto le fantasiose pensate comunali), però sarà memorabile, si dice. Roba grossa: da piazza stracolma, per intenderci. Il main stage, come annunciato, sarà in piazza San Carlo che già l'aveva ospitato nel 2011 e 2012 (ma la serata inaugurale dovrebbe tenersi nel cortile di Palazzo Reale). Il Free Festival non si limiterà alle tre serate dei grandi concerti, il 24, 25 e 26 luglio, ma come al solito avrà un contorno di eventi "minori". Ci saranno le notti del clubbing (la sede potrebbe essere, come in altre edizioni, il Cap in corso Moncalieri) ed è allo studio una grossa iniziativa legata alla moda.

L'attesa del pubblico è alta, e non soltanto a Torino. Non dimentichiamo che Traffic è un brand di valore internazionale, uno dei pochi festival torinesi (se non l'unico) a essersi conquistato un'autentica visibilità tra i grandi eventi rock pop europei. Il che rende ancora più stravagante l'ipotesi di cancellarne il marchio per affogarlo nel vagheggiato "Minestrone Festival".

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...