Passa ai contenuti principali

CON LA MORTE NEL CUORE: MAX RICORDA CARLO

Credo che Max Casacci abbia saputo esprimere meglio di chiunque altro i sentimenti che in queste ore buie agitano tutti coloro che hanno conosciuto, rispettato, amato Carlo U. Rossi. Il post che Max ha pubblicato su Fb è il giusto, delicato, affettuoso saluto a una bella persona e a un grande artista, che ha dato tantssimo alla musica, a Torino, ai suoi amici. E che considero un privilegio aver incontrato nei percorsi della vita.
Per questi motivi ripubblico qui lo scritto di Max. E ne condivido ogni parola dal profondo del cuore.

Addio Carlo Rossi

La prima reazione quando muore all'improvviso una persona cara è sempre di incredulità. "Non è possibile", ci diciamo. E così rispondiamo -automaticamente- a chi comunica una notizia così devastante, prima ancora che la consapevolezza si faccia strada.
Ma oggi credere davvero che Carlo Rossi, scomparso nel pomeriggio a causa di un tragico incidente stradale, non ci sia più, continua ad essere impensabile.
Conosciamo Carlo, come Subsonica, da sempre, da quando abbiamo mosso i primi passi.
Gli abbiamo affidato alcuni mix dei primi album, anche per sentire vicina la forza del suo incoraggiamento.
Io personalmente da 15 anni prima.
In poche parole è stata la persona che ha avuto voglia e pazienza di insegnarmi tutto quello che mi è stato utile per sapere fare quello che so fare oggi.
Lo ha fatto con me, lo ha fatto con tantissimi altri.
Nei primi anni 80 in città, se volevi combinare qualcosa nella musica potevi essere solo autodidatta. Ma tra un autodidatta qualsiasi e un autodidatta che divora manuali d'istruzione, che genera energia come una dinamo, che non si ferma davanti a nessun tipo di ostacolo motivando e coinvolgendo le persone che ha intorno, passa la differenza tra Carlo Rossi e il resto del mondo di allora.
Poco importa che si tratti del primo album dei Deafear registrato in una cantina due piani sottoterra di via Accademia Albertina, tra carte d'uovo impregnate di nicotina, bohémienne perditempo di passaggio, e mezzi tecnici di fortuna. O che si tratti- qualche anno dopo- dei ben più noti Litfiba (quelli indimenticabili della trilogia del potere). Oppure qualche decennio più tardi di nomi ancora più celebrati come Jovanotti, Ligabue, Gianna Nannini etc, Carlo non ha mai lesinato entusiasmo.
Non ha mai fatto distinzione, nei suoi lavori, tra artisti più o meno importanti. Prendendo anche a male parole alcuni vip che gli rimproveravano , ingelositi, attenzione eccessiva per lavori poco blasonati.
Non si è mai tirato indietro nei confronti di una richiesta, di un consiglio….nemmeno di una delle tante telefonate che quotidianamente mezza Italia gli rivolgeva per capire meglio come funzionasse o perché non stesse funzionando questa o quella apparecchiatura. Eh sì, perché tendeva pure all'onniscienza.
Ricordo di averlo visto, nel passaggio di transizione tra l'insana cantina TKS (anche io lo chiamavo studio mentre tra i 19 e i 20 e tot ci passavo intere giornate e nottate) e il suo primo "Transeuropa", armato di fiamma ossidrica. Era intento a saldare personalmente l'intelaiatura di ferro di quello che per decenni sarebbe stata l'unica struttura musicale di un certo livello in città.
Impossibile descrivere quanto gli volessimo bene. Ma siccome lui è stato per tutti noi un Obi Wan Kenobi, come tutti coloro che sanno chi è Obi Wan, semplicemente non crederemo mai che abbia lasciato sul serio.
Il nostro affetto più intenso va a tutti quelli che questa sera si sentono come noi, e alla sua cara Sandra.

Max & Subs

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...