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PARIGI E MODIGLIANI. POCHISSIMI MODIGLIANI


Non faremo indigestione di Modì: tre degli otto dipinti esposti
Oggi alle 18,30 l'inaugurazione: e da domani fino al 19 luglio alla Gam potrete visitare la prima "grande mostra" della stagione, intitolata un pizzico baldanza "Modigliani e la bohème di Parigi". Con "Modigliani" in gran risalto. Tant'è che il sito è www.modiglianitorino.it
Titolo impegnativo e un po' pericoloso, perché già sento la gente dire: "Andiamo a vedere Modigliani". Il nome tira, e le aspettative crescono. Il rischio - o la certezza? - è che i visitatori escano dalla Gam delusi, pur avendo goduto di una bella mostra.
Eh sì. La mostra, prodotta da Skira e curata da Jean Michel Bouhours, vale abbondantemente la pena e i soldi del biglietto. Ma non se volete vedere Modigliani. Alla Gam sono esposte 90 opere: di queste, soltanto 8 (otto) dipinti, una dozzina di disegni e due sculture sono di Modigliani.
Testa (autentica)
 Il resto, sia chiaro, mica è pizza e fichi: ci sono Utrillo e Chagall, Fattori e Brancusi, Soutine e Dufy, un picassino, Max Jacob eccetera eccetera. Roba fina, che offre un illuminante sguardo sulla Parigi artistica del primissimo dopoguerra. Però la gente è fatta così: sente il nome famoso e va alla mostra per quello, e non per altro. E quando si accorge che su 90 opere ci sono soltanto 8 quadri di Modì (i disegni contano poco, nell'immaginario popolare), beh, va a finire che storce il naso. E se ne frega di Utrillo. Che poi, a me, piace più di Modigliani.
Ad ogni modo, che andiate alla Gam per vedere Modigliani, o per vedere una bella mostra sulla Parigi artistica del primissimo dopoguerra, vi suggerisco una particolare attenzione alle due sculture dell'Amedeo. Sono due teste femminili: tanto per discutere con gli amici se somigliano o meno alle teste livornesi della celebre beffa.

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