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#CONCERTOPERCARLO, PASSO E CHIUDO

Piero Pelù: "Ci sono"
Ho forse sbagliato a lanciare con tanta emotiva precipitazione l'idea di un concerto in onore di Carlo U. Rossi. Sì, certo: l'idea è subito cresciuta, è diventata qualcosa di più concreto, con una generosa gara di disponibilità da parte di tanti. Stamattina mi hanno chiamato Pierò Pelù dei Litfiba e Bobo Boggio dei Fratelli di Soledad per dirmi che loro sono pronti; il presidente di Film Commission e industriale dell'enoalimentare Paolo Damilano vuole farsi carico del catering; Paolo Cubito mette a disposizione gratis la piattaforma grovish.com per un crowdfunding e si impegna per una donazione; lo studio Bellissimo si offre - sempre gratis, ovvio - per curare tutta la grafica; il Gru Village è pronto a ospitare l'evento; e dovessi continuare non la finirei più. Grazie a tutti.
Però adesso è ora di fermarsi. Per me, almeno. Un amico che rispetto mi ha fatto riflettere: è vero, non è questo il momento di pensare a spettacoli - seppure intesi come atto d'affetto. Adesso c'è il dolore di una moglie, e di tanti amici. Serve il silenzio. Prendiamoci tutto il tempo necessario. Io chiudo qui. Se e quando sarà opportuno, non mancheranno forze e intelligenze per trasformare un sogno in realtà.

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CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

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