Passa ai contenuti principali

TURISMO BOOM, IN 21 MILA OGGI A VENARIA

Torino turistica sta sbancando in questo ponte del 25 aprile: secondo Confesercenti gli alberghi sono occupati al 95 per cento. File interminabili davanti ai musei, a cominciare dall'Egizio e dalla Mole. Pazzesco il dato della Reggia di Venaria: oggi ha registrato 21.184 ingressi paganti, che salgono a 29.580 sommandoli a quelli di ieri, sabato 23.

Commenti

  1. ... sì proprio pazzesco:
    1 parcheggio per le macchine inesistente o peggio costruito, finito e mai aperto perché si è scoperta che tutta la zona è a rischio esondazione; soldi buttati e servizio inesistente.
    2 acquistare il biglietto online dovrebbe ormai essere una comodity per qualsiasi museo moderno, così da evitare code interminabili. Peccato che a venaria lo si possa fare solo attraverso un sito terzo come ticket one quando avere uno Shop dedicato interno al proprio sito ormai è prassi. Una politica commerciale veramente oculata. Ovviamente su ticket one non c'è alcuna possibilità di acquistare i biglietti attraverso la tessera musei, perché al privato non conviene, perché essendo il biglietto "gratis" non ha alcuna marginalità.

    Ecco già prima di iniziare la visita l'esperienza è già profondamente deludente.

    Non ci si può "bullare" con i media di grandi numeri quando poi non si ha la capacità per accoglierli e gestirli.

    RispondiElimina
  2. Per la precisione:
    1 Il Comune di Venaria ha ritardato l'apertura del parcheggio, ma secondo le ultime notizie sarebbe imminente.
    2 il dato dei visitatori è oggettivo, e oggettivamente lo riporto. Altro discorso sono i disservizi.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...