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DYLAN DOG, UNA NOTTE BIANCA E DUE MUSEI DA SCOPRIRE

Il manifesto della mostra all'Albertina
Ultimi giorni per visitare alla Pinacoteca Albertina la mostra "Dylan Dog 30", dedicata al trentennale dell’Indagatore dell’Incubo e organizzata da Sottodiciotto Film Festival & Campus. Ci si avvia alla chiusura con due appuntamenti speciali. Stasera, sabato 10, c'è la “Notte bianca di Dylan Dog”: la Pinacoteca Albertina resterà aperta fino a mezzanotte (anziché fino alle 18) e alle 22 i visitatori potranno incontrare una star della testata bonelliana, il disegnatore Nicola Mari.
Per il finissage di martedì 13 dicembre, invece, è in programma alle 18 un incontro con Paolo Bacilieri, oggi considerato uno dei disegnatori più originali del fumetto italiano, già autore di alcune storie dylandoghiane (tra cui “Il mostruoso banchetto”) e di recente ingaggiato stabilmente nello staff della serie.
Se già non l'avete vista, vi consiglio caldamente "Dylan Dog 30". Non soltanto se siete fumettari e/o dylaniati militanti in estasi davanti a un'imponente esposizione di tavole originali e altre rarità. E' un'ottima mostra anche per i non adepti, con un merito suppletivo: far conoscere a tanti torinesi un nostro museo-gioiello, la Pinacoteca Albertina, che di solito beatamente ignoriamo, benché conservi alcuni indiscutibili capolavori e una collezione  nel complesso di notevole qualità.
Filippo Lippi, "Ss. Agostino e Ambrogio"
Se vi capita di andarci, non concentratevi solo sulla mitica sala dei cartoni di Gaudenzio Ferrari & Co e sui clamorosi Filippo Lippi, a me per esempio piacciono molto anche il Mattia Preti e il Moncalvo, e la galleria delle vedute veneziane.
Ad ogni modo. Il richiamo di Dylan Dog ha attratto un pubblico che all'Albertina non s'era mai visto tanto numeroso. E l'idea di accostare in ogni sala le tavole a fumetti e le opere della collezione d'arte antica, oltre a creare un contrasto interessante, ha fatto sì che i visitatori dylaniati scoprissero anche i tesori della Pinacoteca. Dal che lo stupefatto compiacimento di Fiorenzo Alfieri e Salvo Bitonti, presidente e direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti, “per i risultati della mostra che, in meno di un mese, ha portato migliaia di persone nelle sale, facendo in contemporanea incontrare un pubblico nuovo con i capolavori della sua ricca collezione di arte antica”. Credo che i due si stiano mordendo le mani per non averci creduto fino in fondo: la mostra dura neppure un mese, dal 18 novembre al 13 dicembre, mentre valeva la pena di sfruttarne più a lungo l'effetto-traino. Io stesso l'ho visitata due volte, trovando la Pinacoteca sempre affollata: roba che non avevo mai visto né immaginato di vedere.

E c'è pure il Museo della Radio

Ne approfitto per darvi un'altra dritta, tanto più che è di strada, a pochi passi dall'Albertina: in questo weekend, fino a domani, è aperto, con ingresso libero dalle 10 alle 18, il Museo della Radio e della Televisione, al pianterreno della sede Rai di via Verdi. Vi consiglio di approfittarne. E' un museo piccolossimo, non sempre visitabile, ma davvero interessante: vi ricostruisce storia e gloria di radio e tv dai primi apparecchi pionieristici a oggi, con testimonianze, attrezzature, filmati d'epoca, spezzoni di vecchi programmi. Una delizia. Massimo massimo una mezz'oretta ve lo vedete tutto e uscite contenti.

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