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ALMENO UNA GIOIA: RISOLTA LA GRANA DELL'APPALTO DEI MUSEI

Almeno una gioia. Francesca Leon
Una grana, almeno, pare risolta. Lo racconto, con grande e insolita soddisfazione, nell'articolo di stamattina sul Corriere della Sera che vi linko qui.
Ecco l'inizio del pezzo:

Massì, tutto è bene ciò che finisce bene, e sono contentissimo di scrivere che stavolta hanno fatto la cosa giusta. A quanto pare si è risolta nel migliore dei modi la vicenda dell'appalto per i servizi di alcuni musei cittadini.
Vi ricordo com'era andata: in primavera s'era scoperto che la giunta del cambiamento intendeva cambiare la procedura - in vigore da diciassette anni - dell'appalto unico per i servizi di pulizia, custodia e biglietteria dei musei Lombroso, Anatomia, Risorgimento, Montagna e Resistenza.Secondo il progetto degli Appendino’s boys&girls, d’ora in poi ciascun museo si sarebbe fatto il proprio appalto, in ordine sparso.
La prospettiva aveva allarmato sindacati e lavoratori che prevedevano rischi per l'occupazione e gli stipendi (già risicati), e facevano anche notare che "l'ipotesi di scorporare gli appalti e non procedere più con l'appalto unico genera inferiori economie di scala, ad esempio per le sostituzioni delle assenze, attività che attualmente viene regolata con il personale che opera a scavalco tra i diversi musei". Leon li aveva rassicurati, ma loro non si sentivano per nulla più sicuri, e continuavano a protestare e a piantare scioperi. I
ntanto le consigliere Artesio, Foglietta e Canalis presentavano una mozione chiedendo che il Comune recedesse dall'insano proposito...


Precisazione. Il cortese presidente della Commissione Lavoro, Andrea Russi, mi segnala un'inesattezza nell'articolo: la mozione non è stata discussa in Commissione "solo ieri mattina", ma era al terzo passaggio in Commissione Lavoro + Cultura + Appalti ed è sempre stata tenuta in sospeso dai proponenti in attesa di nuovi sviluppi, dopo la proroga dell'appalto in essere fino al 30 giugno del 2018.

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