Passa ai contenuti principali

UN FLASH MOB PER UNA LIBRERIA CHE MUORE

Scusate se lo dico all'ultimo momento: stamattina alle 11 alla libreria Genesi TrepuntoZero in corso Molise 84 alle Valette si tiene un "flash mob" a sostegno di quel presidio culturale che, dopo un anno di attività, è costretto a chiudere perché la situazione economica non è più sostenibile (la storia la potete leggere qui). L'idea dell'incontro di stamane, lanciata dal Circolo dei Lettori e dall'assessore Parigi, è di invitare tutti ad acquistare almeno un libro in segno di concreta solidarietà. Mi associo, ovviamente, benché temo che non basterà a scongiurare un destino che appare ineluttabile. Purtroppo per le librerie indipendenti sopravvivere è sempre più difficile, schiacciate dalla crisi e soprattutto dalla concorrenza on line di colossi come Amazon che spadroneggiano con la forza dei prezzi stracciati. Ce le stiamo perdendo una dopo l'altra. Nonostante gli sforzi generosi di tanti librai che ci credono e lottano ogni giorno per non rinunciare al loro lavoro, alla loro passione, alla loro missione. Sono gli splendori della modernità.




Commenti

  1. da libraio indipendente (per quanto anomalo nell'anomalia, di fatto lavoro come Amazon, cioè su prenotazione on line, senza negozio) faccio il tifo per Genesi, so che non basterà, ma che almeno si batta un colpo. E' il minimo. Un abbraccio

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...