Passa ai contenuti principali

ANGELICA CORPORANDI MUSY DAL REGIO A PIEMONTE DAL VIVO

Angelica Corporandi d'Auvare
Oggi è giornata di nomine a raffica: oltre a Giulio Biino alla presidenza del Circolo dei Lettori, la Giunta regionale ha anche nominato il presidente e due componenti del Consiglio di amministrazione della Fondazione Piemonte dal Vivo: Angelica Corporandi D’Auvare quale presidente della Fondazione e come consiglieri Vittorio Ghirlassi (confermato) e Debora Pessot, dipendente del Comune di Alessandria
Le nomine sono conseguenza delle dimissioni del precedente Consiglio d’amministrazione, concordate con l’amministrazione regionale dopo la prematura scomparsa di Anna Tripodi.

Angelica Corporandi d'Auvare è la vedova di Alberto Musy, candidato sindaco e consigliere comunale assassinato cinque anni fa. Torinese, 49 anni, Angelica Corporandi d'Auvare ha fatto parte del Consiglio d'indirizzo del Regio, in rappresentanza dell'Assemblea dei Soci Fondatori, dal 2014 al 29 giugno di quest'anno. Si è dimessa in segno di aperto dissenso, dopo il diktat appendiniano che ha imposto William Graziosi alla sovrintendenza.
“Con queste nomine rinnoviamo la governance di Piemonte dal Vivo, per proseguire il percorso di crescita di questa istituzione, sempre più importante per lo sviluppo dello spettacolo dal vivo sul nostro territorio – dichiara Antonella Parigi. – Ringrazio i consiglieri nominati e in particolare la nuova presidente Corporandi d’Auvare, la cui esperienza e le cui capacità dimostrate anche nell’ambito di istituzioni culturali saranno un importante valore aggiunto per la Fondazione. Colgo inoltre l’occasione per ricordare Anna Tripodi e il suo impegno, non solo come precedente presidente dell’ente ma come professionista del mondo della cultura piemontese e come donna di grande passione e competenza”.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...