Passa ai contenuti principali

DOV'ERAVAMO RIMASTI? TJF PIEMONTE CI RIPROVA

Paolo Fresu apre il festival il 3 ottobre
Ricevo e volentieri pubblico

Il Torino Jazz Festival Piemonte, interrotto a marzo a causa della pandemia, riparte il 3 ottobre con 16 concerti in 13 Comuni del Piemonte coinvolgendo oltre 40 artisti.
Dal 3 ottobre al 12 dicembre, una line up ricca che porta al pubblico delle province un ampio numero di concerti, che si apre a nuovi jazz club e collabora con le amministrazioni comunali alla scoperta di spazi non usualmente adibiti all’ascolto della musica. Il festival è anche l’occasione per scoprire i teatri di tradizione di Alba, Asti, Novi Ligure e Valenza, oppure per osservare perle d’arte come la Basilica di San Gaudenzio a Novara o per entrare negli spazi del Museo di Arte Contemporanea di Rivoli. Suggestivi e ricchi di memoria gli ex spazi industriali che ospitano alcuni dei concerti in programma: l’ex maglificio di Biella, oggi Opificiodellarte, è un complesso architettonico collocato nel centro storico, mentre a Moncalieri il jazz occupa gli spazi delle ex Fonderie Limone.
Il Festival parte il 3 ottobre a Novara, nella basilica di San Gaudenzio con Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura: un dialogo in musica nel segno degli strumenti ad aria e di un lirismo dagli aromi mediterranei per un concerto di grande effetto.
Alcuni degli artisti coinvolti: Banda Osiris, Camille Bertault, Dan Tepfer, Daniele di Bonaventura, Diego Borotti, Dino Piana, Enrico Rava, Fabrizio Bosso, Furio di Castri, Gianni Coscia, Paolo Fresu, Peppe Servillo, Pupi Avati, Riccardo Forte.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...