Passa ai contenuti principali

CERVELLI IN FUGA: ANCHE RICCIARDI LASCIA TORINO E VA A MILANO

Nicola Ricciardi dalle Ogr a MiArt
Nicola Ricciardi, 35 anni, dal 2016 direttore delle Ogr, da metà ottobre sara il nuovo direttore artistico di MiArt, la fiera d'arte contemporanea di Milano.
Felice per lui, dispaciuto per noi. Ricciardi alle Ogr ha lavorato bene, e soprattutto ha saputo creare - senza tante chiacchiere, ma nei fatti, con le idee - collaborazioni virtuose con le superstiti realtà creative della città, e sinergie locali e internazionali. Sinergie vere, non ciance buone per mascherare il vuoto pneumatico dei troppi parolai che ci affliggono.
Non tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, e molto resta da fare. Ma resto della stessa opinione che espressi in un articolo sul Corriere due anni fa: "Le Ogr - scrivevo allora - hanno il privilegio di non dover sottostare a direttive politiche; e, entro certi limiti, neppure all’urgenza del riscontro economico. Sono un’impresa culturale che cerca la sua identità, e il suo pubblico; e quell’identità e quel pubblico se li dovrà costruire negli anni. Non esistono formule istantanee. Entrare nelle abitudini e nell’immaginazione della gente è un processo lento, progressivo, richiede pazienza, lungimiranza e nervi saldi... Le Ogr in un futuro — non so dire quanto prossimo — saranno per Torino molto di più di un semplice spazio di cultura. Saranno un’arca. Un punto fermo da cui potremo ripartire quando rialzeremo la testa".
Confermo quanto scritto. Auguro alla Fondazione Crt di avere la mano felice nella scelta del successore di Ricciardi. Che merita in grazie; e spero di non doverlo troppo rimpiangere.
Capisco d'altronde la sua scelta. Un giovane direttore deve seguire la sua strada, e dalle nostre parti ormai le strade sono finite: restano i viottoli, e pure malsicuri. Ma è innegabile che Torino perde un altro cervello, uno dei tanti che nell'ultimo periodo hanno lasciato - talora malamente accompagnati alla porta - una città livida e sprofondata di sua stessa mano. Come dar torto a chi va dove ancora il cretino non prevale?

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

CHOMET, BOLLANI E JERRY RUBIN: ECCO UN FESTIVAL STELLARE MA LOW COST

Due cose mi piacciono in particolare dell'imminente ventiseiesima edizione di Sottodiciotto - che da quest'anno diventa "Sotto18+" a indicare la volontà di rivolgersi sempre più (appunto...) a tutti, non soltanto ai giovanissimi. Due cose, intendo, oltre a tutto il resto, dato che da sempre ho molti ottimi motivi per apprezzare Sottodiciotto. Prima cosa, la serata di sabato 13 dicembre: per la proiezione di "Marcel et monsieur Pagnol", l'ultima opera di Sylvain Chomet , saranno presenti in sala il regista -  a mio avviso il massimo genio vivente dell'animazione - e l'autore delle musiche, il meraviglioso Stefano Bollani . Se considerate che quella sera, in sala, ci sarà pure un pianoforte, dovrete convenire che un festival può essere grande anche senza un grande budget. Come non è grande il buget di Sottodiciotto: 60 mila euro in totale dal Comune, 65 mila dalla Compagnia di San Paolo, 20 dalla Fondazione Crt, qualcosa - ma non si sa ancora se e...