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TAGLI DELLA REGIONE: COL MAXIEMENDAMENTO LA CULTURA SOFFRE, MA PER LE FONDAZIONI VA UN PO' MEGLIO

Il Tagliator Cortese: Andrea Tronzano, assessore al Bilancio

Va un po' meglio, però non va bene. Oggi l'assessore Tronzano ha presentato in commissione il maxi-emendamento al bilancio previsionale 2021 della Regione. Dopo l'allarme delle scorse settimane, e le proteste delle opposizioni, per la Cultura c'è un cambio di tendenza rispetto al taglio disastroso prospettato nel documento originario. Nella nuova versione, l'intero budget per il settore risale a 80 milioni, guadagnandone quindi 7 rispetto a 73 minacciati nella prima bozza di bilancio. Il previsionale dell'anno scorso stanziava 92 milioni; quindi il crollo resta comunque: dodici milioni anno su anno. Va però precisato che lo stanziamento per il macrosettore (o "missione", in burocratese) della Cultura copre in realtà anche voci di spesa "collegate" e non di competenza dell'assessorato della Poggio: nel 2020, ad esempio, solo 72 milioni su 92 erano destinati alle attività culturali propriamente dette. Inoltre molti interventi nel 2020 riguardavano lavori di restauro e ristrutturazione che non si dovranno ripetere nel 2021. Un calcolo esatto al momento, in assenza di diversi elementi, è molto ballerino. E ciascuno se la canta come crede: l'opposizione dice che il taglio è almeno di 10 milioni, la giunta stragiura che non saranno più di tre. A occhio, direi che la perdita effettiva per il settore era di una dozzina di milioni con la prima bozza di bilancio, e adesso, con il recupero di 7 milioni, si ridurrebbero a 5. 
Né è ancora chiaro quali voci quest'anno sono destinate a subire in concreto il taglio. La buona notizia, se vogliamo, è che buona parte di quei 7 milioni in più che Tronzano è disposto a sganciare verrà destinata a rimpannucciare i contributi per gli enti culturali e le fondazioni partecipate (Regio, Venaria, Museo del Cinema, Stabile, Circolo dei Lettori e così via). Manca la certezza assoluta, Tronzano in commissione ha portato soltato uno schema di bilancio suddiviso per "missioni" senza le cifre precise per ogni singolo capitola di spesa: tuttavia ha dichiarato che il "capitolone" dei contributi a fondazioni e affini (il mitico "capitolo 182890") salirà a 25 milioni, dai 21 previsti nella prima bozza. A quel capitolo il previsionale 2020 destinava 29 milioni.
Dunque nel 2021 il taglio anno su anno sarà non più di 8 milioni, bensì di 4. E se, come avevo previsto, le fondazioni bancarie faranno il bel gesto di erogare un contributo extra di circa un milione ciascuna, la perdita finale per quel capitolo si limiterebbe a due milioni, scongiurando anche per quest'anno il default delle fondazioni culturali più in affanno, a partire naturalmente dal Regio e dalla Fondazione Musei.
Purtroppo pasti gratis non ne esistono, e l'intero settore è destinato a tirare ancora la cinghia in un anno come il 2021 che, causa covid, si preannuncia ancora disastroso. Ci sarà ben poco da scialare. Alcune voci - come i trasferimenti alle imprese per le attività di spettacolo - nella prima bozza prevedevano decurtazioni severissime; e al momento non si sa se, e in che misura, saranno alleviate.
Spero soltanto che, a forza di tirare la cinghia, a qualcuno non parta l'embolo.

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