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I SOMMERSI E I SALVATI DEL BILANCIO 2021



Ho finalmente visto il dettaglio del maxiemendamento al bilancio previsionale 2021 della Regione, che almeno in parte attenua i tagli feroci proposti dall'assessore Tronzano nella prima bozza.
E' salvo, e anzi rafforzato, il capitolo 182880 (contributi per le attività culturali e di spettacolo - trasferimenti a enti e associazioni) ovvero i soldi che arrivano alle associazioni in virtù del titolo due, capo quarto, della legge regionale sulla cultura del 2018. Lo stanziamento, che nel 2020 è stato di 4.436.064 euro, sale a 5.119.500, dopo che nella prima bozza si prospettava di ridurlo a 3.836.064 euro.
Danni contenuti per l'altro capitolo di spesa cruciale per la Cultura piemontese, il 182890 (finanziamento a enti, istituzioni, associazioni culturali partecipate con cui vigono apposite convenzioni) che riguarda eccellenze come il Regio, la Venaria, lo Stabile, Torino Musei, Museo del Cinema, Tpe, Teatro Ragazzi, Circolo dei Lettori e via dicendo. Dopo il taglio lineare dei contributi del 5 per cento inferto per finanziare i tre milioni del bonus-cultura (che quest'anno non è rinnovato), la prima bozza di bilancio prevedeva una riduzione dai 29,4 milioni del 2020 a 21,5 nel 2021. Con il maxiemendamento si risale a 26,5 milioni di euro. Se le fondazioni bancarie interverranno con un paio di milioni extra, la perdita effettiva totale anno su anno si ridurrà a circa al milione: meno drammatica, ma comunque pesante perché colpisce realtà che versano in gravi difficoltà economiche. Le conseguenze non tarderanno a farsi sentire: per fare un esempio, il Museo del Cinema avrebbe deciso di tagliare ancora (di centocinquantamila euro) la somma destinata ai festival, che già nel 2020 hanno subito una robusta sforbiciata (-35% per il Tff).
Cresce invece, da 1,3 milioni nel 2020 a 1,5 nel 2021, il sostegno a biblioteche, archivi e istituti culturali (capitolo 182860) mentre perde quasi 100 mila euro (da 152 mila a 58 mila euro) la valorizzazione dei beni culturali (capitolo 182840), e altri centomila scompaiono dal capitolo 176780 che riguarda i trasferimenti alle imprese per le attività culturali e di spettacolo.


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