Passa ai contenuti principali

NESSUN CONCERTO: LA GENIALE PROTESTA DELLA MUSICA CHE NON VUOLE MORIRE


La Grande Beffa del Rock'n'Roll? Benché il richiamo sia congruente, non userei questa definizione: per la musica dal vivo, oggi, c'è ben poco da scherzare. Lo definirei piuttosto uno straordinario complotto positivo, una provocazione dadaista eppure serissima. Per citare Max Casacci dei Subsonica, "questa sera gruppi, locali e il pubblico stesso hanno agito come una comunità". 
E' stata, quella di stasera, la protesta civile e silenziosa di un mondo che il covid ha messo in ginocchio, ma che non si arrende. "L'ultimo concerto?" (e il punto interrogativo aveva il suo perché) non c'è stato, non doveva né poteva esserci, com'è nella logica delle cose. L'ultimo concerto risale ormai a un anno fa, a quella lontana sera di febbraio quando i club furono chiusi, i concerti cancellati, la musica spenta: e cominciò l'interminabile traversata del deserto, il grande silenzio che dura ancora oggi, e durerà chissà fino a quando.
Quella di stasera è stata una formidabile protesta. Quattro associazioni di settore - Keepon Live, Assomusica, Arci, Live Dma - avevano annunciato un'iniziativa titanica: oltre cento concerti da altrettanti live club italiani, senza pubblico, in streaming sul sito www.lultimoconcerto.it
Ma stasera chi ha raggiunto il sito, intasatissimo per le migliaia di accessi, ha trovato, per ciascun club, null'altro che un breve filmato nel quale si vedevano il cantante o la band che preparavano lo show, raggiungevano il locale deserto, montavano gli strumenti, e stop. Finito. Suonare nei club è proibito dai Dpcm di ieri, di oggi, e temo di domani. Non ditemi che non lo sapevate. 
Al termine del video, sullo schermo scorrono un verso da "Where are we now" di David Bowie ("Dove siamo adesso? Nel momento in cui lo capisci, capisci di averlo capito") e un breve messaggio: "Nessun concerto. Ecco, lo avete capito anche voi. Qui è dove siamo adesso: la realtà che viviamo oggi, che rischia di essere anche il nostro domani. Ma noi vogliamo cambiare il futuro. L'ultimo concerto? Lo avete gia vissuto nel 2020. Il prossimo? Noi vogliamo che ci sia! Dateci voce, noi ci mettiamo la passione e i palchi!".
Lasciatemelo dire: fra tutte le proteste delle infinite categorie che hanno protestato negli orribili 365 giorni alle nostre spalle, quella dei musicisti e dei club è la più nobile e la più geniale. Il Silenzio che rompe il silenzio. Non mi aspettavo niente di meno, da loro.
Applausi. Virtuali, nell'attesa inquieta di poterli di nuovo applaudire dal vivo.

Ecco il comunicato diffuso dagli organizzatori della manifestazione:

 

L’Ultimo Concerto? È stato a tutti gli effetti uno dei più grandi flashmob del settore della musica dal vivo in Italia. Per la prima volta, circa centotrenta Live Club, oltre a un incredibile numero di artisti, uniti insieme nella stessa iniziativa. Tutti, contemporaneamente e all’unisono hanno dato voce a quei palchi condannati al silenzio da ormai troppo tempo. Sabato 27 alle ore 21, in corrispondenza dell'anniversario dalle prime chiusure dovute all'emergenza Covid, un’intera nazione (più di centomila contatti) si è collegata in rete in attesa di uno spettacolo che non si è tenuto, che non può accadere.

 

Un nodo in gola. Un pugno nello stomaco. Silenzio assordante. L’assenza di musica, la desolazione degli spazi vuoti. Il lavoro di moltissimi operatori che culmina su un palco vuoto. La consapevolezza di non poter pianificare una ripresa. La paura che tutto ciò che un tempo c’era potrebbe non tornare mai più.

 

Un peso, un’angoscia che sono gli stessi che da ormai un anno gravano sulle spalle dei Live Club.

La situazione attuale, infatti, lascia emergere numeri allarmanti. 15.000 i concerti cancellati.

I mancati incassi per il settore sono superiori a 50.000.000 di euro. Per una media di € 332.491 per singola realtà.  Il 49% dei Live Club dichiara di non avere certezza circa la possibilità di una riapertura a fine pandemia. Durante l’anno di chiusura forzata, infatti, i costi fissi, hanno avuto un peso di oltre 10.000.000 di euro, per una media di € 63.922 per singolo Live Club.

 

Tantissimi gli artisti che hanno supportato l’iniziativa. A gran sorpresa, la sera del 27 febbraio hanno svelato la loro adesione, comparendo in video: LigabueCaparezza. Tra i già annunciati, invece, Roby FacchinettiDiodato, i SubsonicaManuel Agnelli con Rodrigo D’ErasmoLo Stato Sociale, i Marlene KuntzGhemonBrunori, i Pinguini Tattici NucleariI Ministri, Zen Circus,  Lacuna Coil, Marina ReiFast Animal and Slow Kids e tantissimi altri che, con il loro straziante silenzio, hanno sottolineato l’importanza essenziale dei live club e manifestato loro completo appoggio e solidarietà.

 

AssomusicaKeepOn Live e Arci, in collaborazione con Live DMA hanno promosso e organizzato questo evento ispirandosi alla campagna spagnola El Ultimo Concierto? conclusasi negli ultimi mesi del 2020. Fondamentale per la sua riuscita è stata la collaborazione internazionale e l’esperienza condivisa dai live club iberici.

 

Si svela quindi oggi l'amara verità celata dietro alla campagna: L’Ultimo Concerto? Ce lo siamo lasciati alle spalle, nel 2020, prima della fase di emergenza. Nel presente non esiste. Tuttavia la stessa campagna dopo questa amara riflessione oggi apre una nuova fase: quella di pianificazione e di dialogo per costruire il futuro del Prossimo Concerto.


“Solo S-Concerto” - CAPAREZZA dall’Eremo Club di Molfetta (BA)

“Abbiamo risolto il problema dell’inquinamento acustico” - EUGENIO CESARO (EUGENIO IN VIA DI GIOIA) dall’Off Topic di Torino

“Noi stiamo resistendo da un anno, ma senza musica ci stiamo spegnendo” - ROY PACI dal Candelai di Palermo

“Dietro un concerto che si ferma non c’è soltanto un artista musicale, ma un intero ecosistema di figure umane e professionali che, a oggi, sono senza lavoro da un anno” - ANASTASIO dall’Afterlife di Perugia

“Oggi andiamo a illuminare una questione molto buia: la situazione in cui sono stati costretti a vivere tutti i Live Club d’Italia da un anno a questa parte. Noi come Pinguini Tattici Nucleari abbiamo fatto molta gavetta: sappiamo bene quale sia il valore dei Live Club” - PINGUINI TATTICI NUCLEARI dallo Spazio Polaresco di Bergamo

“Quest’oggi non ci sarà nessun tipo di concerto. Oggi non c’è streaming che tenga. Oggi c’è solo la voglia di supportare i locali e dal profondo del cuore credere che da tutto questo si potrà uscire, ma serve il supporto di tutti. Serve sensibilizzazione” - FASK dall’Urban di Perugia

“Non si può suonare! E ora ti dico perché: perché è un anno che non possiamo fare il nostro mestiere [..] L’Ultimo concerto era un anno fa. È brutto eh. Speriamo che la bruttezza finisca e si possa tornare a fare la ‘Grande Bellezza’ Anche senza vincere gli Oscar, ma semplicemente facendo una cosa che ci piace che, parallelamente, tra l’altro, è anche il nostro lavoro e di decine di migliaia di altri lavoratori" - LO STATO SOCIALE dal Locomotiv di Bologna




Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...