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VEDI CARAVAGGIO E POI CHIUDI

Michelangelo Merisi da Caravaggio, "S. Giovanni Battista", 1604

Date retta: cogliete l'attimo fuggente. Il "San Giovanni Battista" di Caravaggio esposto da oggi alla Galleria Sabauda, in prestito dalle Gallerie Nazionali di Roma, andate a vederlo subito. Del doman non v'è certezza, è molto probabile che la settimana prossima torniamo in arancione e allora ciao musei: si chiude di nuovo, neanche un mese dopo la sospirata riapertura, e chissà fino a quando. Quindi datevi una mossa (senza assembrarvi, per carità, altrimenti non ne usciamo più) considerato che in Piemonte opere di Caravaggio non ce ne sono, e anche in prestito ne arrivano ben di rado, un po' per malasorte e un po' perché siamo dei fessacchiotti (vedi il precedente del "Martirio di Sant'Orsola").
La prospettiva di ritrovarci ancora una volta con i musei chiusi, proprio mentre qualcuno già sperava nella riapertura di cinema e teatri, è purtroppo realistica. Tant'è vero che, fiutata la mala parata, i previdenti boys & girls del Museo Egizio hanno prudentemente rinviato la presentazione - prevista per domani - della prossima mostra "Nel laboratorio dello studioso", nonché l'inaugurazione delle due nuove sale espositive, ripiegando saggiamente su un tour virtule delle medesime. Quello, almeno, non ce lo toglie nessuno.

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CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

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