Paola Zini lascia la Reggia di Venaria |
La presidente del Consorzio delle Residenza Sabaude Paola Zini si è dimessa ieri in concomitanza con l'approvazione del nuovo Statuto dell'ente. L'atto a rigore di legge non era dovuto, ma la presidente Zini ha voluto abbandonare la carica "per evitare decisioni lacunose o potenzialmente discutibili e impugnabili anche in futuro, nonché per lasciare ai soci totale libertà di proseguire secondo le loro convinzioni, i loro orientamenti e intendimenti politici".
Traduzione: il secondo e ultimo mandato della Zini, nominata a suo tempo dalla giunta Chiamparino, sarebbe scaduto nel luglio del 2022. Ma la Lega, azionista di maggioranza della giunta Cirio di questi tempi in vivace seppur non sempre coordinata attività poltronistica, era ansiosa di piazzare alla Venaria un presidente d'area, e con evidente signorilità la Zini - come scrive nella sua lettera di dimissioni - ha preferito togliere il disturbo per non creare frizioni dannose per il Consorzio. Per rimpiazzarla circola il nome dell'imprenditrice Licia Mattioli, già vicepresidente di Confindustria (e sfortunata aspirante alla presidenza) e al momento consigliere d'amministrazione del Teatro Stabile, che in vista delle Comunali di Torino era entrata nella rosa dei nomi sondati dalla Lega per individuare il candidato sindaco.
Qui a seguire il testo completo della lettera di dimissioni:
Gentili Soci,
intendo oggi rassegnare le mie dimissioni dalla carica di Presidente con effetto dalla fine di questa Assemblea.
Chiedo al Notaio di allegare agli atti questa mia comunicazione e provvederò a mettere in atto qualsivoglia incombenza formale fosse dovuta.
Lo faccio oggi, prima che l’Assemblea deliberi sulla modifica dello Statuto, in quanto il mantenimento della norma transitoria di cui all’Art.17, voluta dai Soci all’unanimità provoca la decadenza del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Revisori dei conti (seppur con dubbia legittimità espressa da pareri legali raccolti), non quella del Presidente.
Vero è che, secondo lo Statuto, il Presidente è anche Consigliere di Amministrazione, ma lo Statuto stesso sia nella vigente versione che in quella proposta come modificata, la cui approvazione è all’o.d.g. della seduta assembleare in corso, individua all’Art.4 il Presidente quale organo a sé, con l’Art. 6 ne definisce le modalità di nomina e con il successivo Art. 7 determina la composizione del Consiglio di Amministrazione del quale il Presidente nominato fa parte quale membro.
In questo quadro ho deciso di rassegnare le mie dimissioni proprio per evitare decisioni lacunose o potenzialmente discutibili e impugnabili anche in futuro e per lasciare ai Soci totale libertà di proseguire secondo le loro convinzioni, i loro orientamenti e intendimenti politici.
Permettetemi di ringraziare per la fiducia accordatami nei quasi sette anni di Presidenza; è stato un onore ricoprire tale ruolo.
Ringrazio il Consiglio di Amministrazione e il Collegio dei Revisori dei Conti uscenti, per l’impegno civile, per la competenza, per la dedizione e per non essersi mai tirati indietro di fronte agli ostacoli, anche i più complessi.
Ringrazio il Direttore per la collaborazione franca e leale in questi due anni di lavoro insieme. Auguro a lui e ai suoi collaboratori più stretti di poter realizzare il riordino necessario delle attività operative, già ampiamente portato avanti nei mesi passati, ma che ancora necessita di importanti azioni. Infine, auguro a tutta la struttura di realizzare i grandi progetti che hanno ideato con determinazione e competenza e di farlo in una situazione che sia tornata ad una normalità pre-pandemica.
Ai nuovi Amministratori e al nuovo Presidente auguro di saper amare la Reggia e il sistema delle Residenze, anche nelle difficoltà e di saper indirizzare con strategie lungimiranti lo sviluppo di grandi progetti per un patrimonio che lo merita.
Ai Soci auguro una serena prossima consiliatura, certa che sapranno sempre scegliere il meglio per l’Ente.
Al Notaio Ganelli, uno speciale ringraziamento per occuparsi da anni con impeccabile professionalità dei significativi momenti di trasformazione dell’Ente.
Buon lavoro a tutti,
Paola Zini
Riporto anche il testo del comunicato stampa, che inverte l'ordine delle notizie, presentando come evento principale l'approvazione dello Statuto:
Si è tenuta presso la Reggia di Venaria l’Assemblea dei Soci del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude presieduta dalla presidente Paola Zini. Erano presenti il Ministero della Cultura rappresentato da Beatrice Bentivoglio Ravasio, la Regione Piemonte rappresentata dall’assessore alla Cultura Vittoria Poggio, la Città di Venaria Reale rappresentata dal sindaco Fabio Giulivi, la Fondazione Compagnia di San Paolo rappresentata da Alberto Anfossi, la Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura rappresentata da Laura Fornara, e il Collegio dei Revisori dei Conti.
La Presidente Paola Zini, prima della discussione dello Statuto, ha rassegnato le sue dimissioni dichiarando: «Rassegno le mie dimissioni in quanto il mantenimento della norma transitoria di cui all’art. 17, voluta dai soci all’unanimità, provoca la decadenza del Consiglio di Amministrazione e del Collegio dei Revisori dei Conti, ma non quella del Presidente. In tale quadro ho compiuto questa scelta proprio per evitare decisioni lacunose o potenzialmente discutibili e impugnabili anche in futuro, nonché per lasciare ai soci totale libertà di proseguire secondo le loro convinzioni, i loro orientamenti e intendimenti politici».
L’Assemblea ha approvato all’unanimità il nuovo Statuto del Consorzio. La riformulazione del testo prevede come novità principale il ritorno di un rappresentante della Città di Venaria Reale - socio fondatore del Consorzio - all’interno del Consiglio di Amministrazione, che passa pertanto da cinque a sei componenti. Inoltre, con il nuovo atto, ai poteri di straordinaria amministrazione attribuiti al CdA, vengono ora aggiunti quelli di ordinaria amministrazione.
In conseguenza della modifica dell’assetto regolamentare, il Consiglio di Amministrazione e il Collegio dei Revisori dei Conti decadono, e i soci dovranno quindi provvedere alla ricostituzione degli organi del Consorzio.
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