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TRAFFIC E' MORTO, E TORINO NON STA PER NIENTE BENE

L'undicesima (e ultima) edizione di Traffic in piazza S. Carlo
Traffic è morto.
E questo s'era capito.
Da un pezzo il Free Festival non rientrava più nelle priorità del Comune e della Regione.
Il terzetto dei direttori - Max Casacci, Fabrizio Gargarone e Alberto Campo -si è diviso.
L'undicesima edizione, che a luglio è ancora riuscita a portare in piazza San Carlo all'incirca centomila spettatori in tre sere, è stata l'ultima. Almeno, l'ultima di Traffic come lo abbiamo conosciuto e vissuto in tutti questi anni.
E adesso? Adesso siamo alle solite. Non mancano i progetti. Mancano i soldi.

Tre progetti

Progetti ce ne sono ben tre.
Uno, quello del "Minestrone Festival" partorito da qualche fertile mente dell'assessorato, sembra però fermo, voless'Iddio dimenticato. Di sicuro al momento non se ne parla più: credo che non sappiano con che soldi pagarselo.
Poi c'è il progetto che Max Casacci, sollecitato dal Comune, ha preparato insieme con Gianluca Gozzi (ex del Blah Blah e ancora prima dello Spazio 211): pare che i due abbiano raggiunto una visione comune, e che la loro proposta sia già sui tavoli degli assessorati alla Cultura di Comune e Regione. L'idea portante del festival targato Casacci-Gozzi sarebbe una rassegna che punti su musica e innovazione.
Terzo progetto - o intenzione progettuale - è quello degli altri due (ormai ex) direttori di Traffic, Fabrizio Gargarone (direttore artistico di Hiroshima mon Amour) e il giornalista Alberto Campo. Hiroshima mon Amour ha sempre curato la logistica di Traffic, e adesso vorrebbe continuare quell'esperienza, trovando partner privati interessati a sostenere una versione riveduta e corretta del festival, che punti soprattutto sulla qualità musicale, con nomi di primissimo piano: in qualche maniera un ritorno al Traffic delle origini, quando sul palco passava gente come Lou Reed, Iggy Pop, Manu Chao, Daft Punk. Se sponsor forti entrassero nell'operazione, gli enti locali potrebbero appoggiarla per quanto possono. E cioé molto poco.

Le casse sono vuote

E qui torniamo al punto doloroso. La Regione e il Comune sono alla canna del gas. Oggi come oggi nessuno sa quanto resterà in cassa per la cultura, l'anno prossimo. Non che quest'anno siano messi meglio. Ma la tempesta perfetta è arrivata, ed è impossibile prevedere che cosa accadrà. 
Sponsor? Lottomatica è rimasta soddisfatta del rapporto con Traffic, e sarebbe pronta a ripeterlo. Ma con quale Festival? Senza dimenticare che è sempre in agguato la questione "etica" sul gioco d'azzardo. Però davanti a una sponsorizzazione da 200mila e rotto euro molte  remore, di questi tempi, potrebbero svanire. 
Vedremo. Ogni giorno ha la sua pena: adesso si parla soltanto del problema del Museo del Cinema, per il semplice motivo che sta per cominciare il Tff, e dunque l'argomento è d'attualità. Ma vi posso assicurare che nulla e nessuno è al sicuro. Persino per l'amatissimo (da Fassino e Braccialarghe) Jazz Festival non è chiaro quali fondi potranno saltar fuori. I due assessori alla Cultura, Braccialarghe e Parigi, sono depressissimi, e se potessero scapperebbero a gambe levate.

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