Passa ai contenuti principali

TODAYS AGGIUSTA IL TIRO, E PORTA A CASA I PRIMI NOMI

Segnali da Todays Festival 2016. Il direttore artistico Gianluca Gozzi ha già fissato alcuni artisti importanti: ci sarebbero almeno tre nomi di livello. Un primo annuncio è imminente.

Sponsor e contributi

La seconda edizione si farà di nuovo a fine agosto, dal 26 al 28: il Comune lo ha deliberato e la Fondazione per la Cultura ha iniziato la caccia agli sponsor, che l'anno scorso mancarono, tanto da costringere a dirottare sul nascente festival risorse già attribuite al MiTo. Stavolta, a quanto sento, la situazione è migliore, e qualche privato - vero - sembra interessato. Sento citare Suzuki, ma al momento è una voce. 
Comunque un contributo diretto dalle casse del Municipio arriverà, inferiore a quello del 2015 (che fu di duecentomila euro), ma pur sempre importante: attorno ai centomila euro, mi dicono.
Alle location del Festival - che gravita sulla zona di Barriera di Milano - si aggiungerà il nuovo spazio polivalente Open Incet, in via Cigna 96/17.
Intanto Todays si muove per darsi continuità nel corso dell'anno: figurava infatti come iniziativa del Festival il concerto degli Eagles of Death Metal, in programma a Hiroshima mon Amour il 28 febbraio, ma ora annullato perché la band ha dovuto di nuovo interrompere il tour.

Cambiano le ambizioni

Ma la novità vera è un diverso atteggiamento che mi è sembrato di cogliere negli ambienti dell'assessorato alla Cultura.
L'anno passato - forse per far trangugiare la soppressione di Traffic - si tentò di presentare Todays come un "importante apporto alla visibilità internazionale della Città" (testuale nella delibera di giunta del 5 maggio 2015) e un "appuntamento che si colloca nell'ambito dei grandi festival italiani" (dixit l'assessore Braccialarghe alla conferenza stampa di presentazione). Si proseguì nell'equivoco fino a spacciare per testimonianza di immaginari riscontri europei una casalinga rassegna stampa che certificava invece il richiamo prevalentemente locale della manifestazione. Come prevedibile, considerato il cartellone
Ammaestrati da quell'esperienza, adesso in assessorato manifestano aspettative e obiettivi diversi: magari più modesti, certo più raggiungibili. E in ogni caso rispettabili. Si parla infatti di un festival che "vuole dare spazio alla creatività giovanile, alle nuove proposte del territorio, a generi musicali e artisti innovativi e fuori dal mainstream". Insomma, un festival come quelli che Gozzi in passato faceva - peraltro bene - allo Spazio211. Quanto alle reazioni scomposte degli organizzatori alle critiche, anche lì si spera in una messa a punto, perché chi gestisce un festival di proprietà del Comune e pagato con soldi pubblici è tenuto a mantenere un diverso atteggiamento.
Con queste premesse è possibile - e auspicabile - che Todays possa farcela.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

CHOMET, BOLLANI E JERRY RUBIN: ECCO UN FESTIVAL STELLARE MA LOW COST

Due cose mi piacciono in particolare dell'imminente ventiseiesima edizione di Sottodiciotto - che da quest'anno diventa "Sotto18+" a indicare la volontà di rivolgersi sempre più (appunto...) a tutti, non soltanto ai giovanissimi. Due cose, intendo, oltre a tutto il resto, dato che da sempre ho molti ottimi motivi per apprezzare Sottodiciotto. Prima cosa, la serata di sabato 13 dicembre: per la proiezione di "Marcel et monsieur Pagnol", l'ultima opera di Sylvain Chomet , saranno presenti in sala il regista -  a mio avviso il massimo genio vivente dell'animazione - e l'autore delle musiche, il meraviglioso Stefano Bollani . Se considerate che quella sera, in sala, ci sarà pure un pianoforte, dovrete convenire che un festival può essere grande anche senza un grande budget. Come non è grande il buget di Sottodiciotto: 60 mila euro in totale dal Comune, 65 mila dalla Compagnia di San Paolo, 20 dalla Fondazione Crt, qualcosa - ma non si sa ancora se e...