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ALLARME-LAVORO ALLA REGGIA

Da più parti mi sollecitano a dire la mia sulla vicenda dei lavoratori della Reggia di Venaria che con la nuova gara d'appalto temono un taglio delle ore di lavoro del 35- 40% e conseguenti licenziamenti o diminuzione degli stipendi.
In realtà me ne sono già occupato; e ho anche dedicato alla storia la mia rubrica su TorinoSette (è linkato qui)Poi è doveroso registrare le dichiarazioni della direzione della Reggia e dell'assessore Parigi che parlano di semplice "razionalizzazione del servizio" e di "clausole sociali".
Ma soprattutto, in ultima analisi, non sono un esperto di relazioni sindacali e diritto del lavoro, e in giro c'è già troppa gente che spara cazzate su ciò che non sa (in genere, quasi tutto).
Di sicuro, la risposta alle necessità dei siti artistici non è il ricorso ai volontari; più in genere, vale anche per il settore cultura il principio che chi lavora va pagato, e i volontari grazie, ma non portino via il lavoro a chi ne ha bisogno. Sono cose che non si fanno né si compran fatte.
Infine, per spirito democratico (cosa mi viene da dire...) riporto qui ciò che ha scritto ieri su Fb il capogruppo di Sel in Regione Marco Grimaldi, che sta seguendo con particolare attenzione (e passione) la vicenda.

L'intervento di Grimaldi

Come si possono conciliare le code agli ingressi della Reggia e il taglio dei servizi previsti nell’appalto?
Stamattina abbiamo presentato in aula una richiesta alla Giunta Regionale di comunicazione urgente sulla vicenda dei lavoratori del Consorzio della Venaria Reale, che ieri hanno avuto un incontro in Prefettura e hanno poi manifestato davanti a piazza Castello.
La ragione? L’Ati che gestisce i servizi della Reggia ha avviato i licenziamenti collettivi non avendo ottenuto la proroga dell’appalto.
Nel nuovo appalto non è previsto il contratto di riferimento, attualmente quello di Federcultura, e neanche la cosiddetta clausola sociale (ovvero la richiesta al nuovo vincitore di assumere prioritariamente i lavoratori e le lavoratrici già impiegati nell’appalto).
Inoltre nel nuovo capitolato d’appalto non è presente la clausola di salvaguardia per i licenziamenti illegittimi, in contrasto con la mozione 229 del Consiglio Regionale, che prevede l’obbligo del riferimento al dato dell’anzianità convenzionale (data di assunzione della prima azienda operante nell’appalto) ai fini della determinazione della normativa applicabile in caso di licenziamento illegittimo.
Infine, il dato più preoccupante è il possibile taglio del 40% delle ore e degli importi messi a bando.

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