C'è attesa per il primo Forum dello spettacolo dal vivo che si tiene domani, lunedì 9, a partire dalle 9,30. L'ha indetto l'Agis, e le adesioni sono state tante, al punto che la riunione è stata spostata dalla sede di via dei Mille al più capiente cinema Lux. Sono invitati gli operatori, i politici, i funzionari e tutti coloro che si occupano di spettacolo dal vivo. In sostanza si vuole discutere dalla crisi che investe il settore, causata, dicono gli organizzatori, dalla riduzione dei finanziamenti pubblici. Io penso che ci siano anche altre cause. Comunque, preso atto che le risorse disponibili sono diminuite, l'obiettivo del Forum è - leggo in un documento ufficalie dell'Agis - "pensare a come utilizzarle per reinventare nuove modalità compatibili, utili a rilanciare processi produttivi che sappiano coniugare l'esperienza acquisita in questi anni con le energie giovanili, in rapporto alle potenzialità di sviluppo del territorio". Il linguaggio è terrificante: e la cosa mi preoccupa, perché chi scrive in maniera involuta di solito ha le idee confuse. Però ci andrò, al Forum, e ascolterò con attenzione (se non parleranno come scrivono) perché gli operatori dello spettacolo sono in maggioranza professionisti seri e capaci, e perché sono convinto che per affrontare il futuro difficile che li aspetta abbiano davvero bisogno di un "piano strategico", come lo definisce il documento che ho sotto gli occhi.Credo anche che possano farcela, se si libereranno di due malattie gravissime: la sindrome parolaia, e la difesa a oltranza del "particulare". Ho purtroppo assistito a riunioni analoghe - troppe - nel corso delle quali, dopo qualche premessa fumosa e prolissa, ciascuno cominciava a raccontare i suoi guai, e a blandire gli eventuali assessori presenti per convincerli di essere il più bravo e il più meritevole di salvezza. Dignità, zero. Domani al Lux ci saranno Coppola e Braccialarghe. Mi auguro che gli operatori dello spettacolo sappiano mostrarsi per ciò che sono - professionisti seri, non postulanti. Pena, confermare quei due nella loro convinzione di aver a che fare con una masnada di opportunisti e parassiti.
Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare. Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.
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