Passa ai contenuti principali

SETTIMO E COLLEGNO NON SI SENTONO PERIFERIA

La presentazione del Festival della Scienza e dell'Innovazione
Doppio turno stamattina al Circolo dei Lettori: hanno presentato due iniziative che, per usare le parole dell'assessore Parigi, "dimostrano come la capacità di fare rete nel mondo della cultura faccia crescere le manifestazioni del nostro territorio": si tratta della quarta edizione del Festival dell'Innovazione e della Scienza Città di Settimo Torinese, e della nuova stagione di danza della Lavanderia a Vapore di Collegno. 
Poiché nel corso delle due conferenze stampa non è stata pronunciata la parola "periferie", pur trattandosi di attività che si svolgono nella periferia di Torino, non mi dilungherò oltre, poiché siamo di fronte a una patente violazione delle nuove regole comunicative dell'AsCulProp
Insignisco però entrambe le manifestazioni del Cavalierato di Gran Croce dell'Ordine del Pensiero Anomalo, e vi invito a frequentarle comunque, trattandosi di rassegne di valore indipendentemente dal fattore topografico di tenersi in periferia.
Voglio invece riportare una dichiarazione dell'assessore Parigi nel corso di una delle conferenze stampa: "Io soffro quando sento dire che Torino deve tornare a essere una città industriale. Torino non ha scelto di non essere più industriale: ha risposto con la cultura e il turismo alla crisi dell'industria". 'Sta frase io me la segno. Non so bene perché, ma ho idea che sia meglio segnarsela.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL CINEMA CHE PIACE A MOLLICONE

Già al Regio, venerdì sera, l'occupazione delle poltrone d'onore raccontava i nuovi equilibrii: accanto a un rabbuiato Lo Russo sedevano ( nella foto da sinistra - beh, si fa per dire... - a destra ) Alberto Cirio, quindi il direttore del Tff Giulio Base (poltrona raramente occupata, lui stava sempre sul palco), più a destra ancora il fratello d'Italia Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura della Camera, e infine Sergio Castellitto in quota amicale. Specchio del paese, la maggioranza cinematografica si accomoda al Torino Film Festival lanciando accorati appelli per salvare l'industria del cinema (Castellitto) e subito dopo impegnandosi a salvarla «ma con cognizione» (Mollicone). Intanto a Roma covano tagli al Fondo per il cinema mentre a Torino la giunta Cirio proclama la granitica volontà di «trasformare il Piemonte in uno dei principali poli cinematografi d'Europa». Nientemeno. Si mettessero d'accordo con se stessi: 'sto cinema lo voglion...