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SARAH CON LA FACCIA DA RICONFERMATA E ALTRE STORIE ATTORNO ARTISSIMA

Una parte dell'opera dell'egiziano Wael Shawky allestita nello spazio della Fondazione Merz
E' partita, e arrivare a domenica sarà durissima. La settimana dell'arte contemporanea a Torino è un cimento atletico, pretende piedi buoni e attitudine alla veglia. Me la prenderò comoda, è chiaro. Difatti stamattina mi sono risparmiato l'anteprima di Artissima all'aeroporto di Caselle. Già mi toccherà di andarci domani sera per la festa: non vorrei diventare un frequent flyer a mia insaputa. Però sono stato all'inaugurazione di Wael Shawky alla Fondazione Merz, e prima sono passato a buttare un occhio a ToExpo, dove fervono i preparativi di Paratissima, che apre stasera.
La palma di Shawky nel deserto della Fondazione Merz

In Fondazione c'è il deserto

La Fondazione Merz espone "Al Araba al-Madfuna", l'opera dell'artista egiziano Wael Shawky che consiste in un pezzo di deserto - nel senso che hanno riempito l'intero spazio della Fondazione con camionate di sabbia - e nel deserto troneggiano una palma tutta contorta e una di quelle torri di fango che si vedono nei documentari sul Sahel, mentre sui muri scorrono dei video dove ci sono signori etnici con il turbante e altre scene desertiche. Molto suggestivo. Il resto della mostra di Wael Shawky è al Castello di Rivoli, c'era pure la navetta per andarci dalla Merz, ma avevo le scarpe piene di sabbia e sono tornato a casa. Se andate alla Fondazione Merz vi consiglio gli infradito. Però soltanto lì.

L'allegria di Sarah Cosulich

Alla Fondazione Merz ci sono Beatrice Merz (e fin qui è facile) e Patrizia Sandretto, ma arriva pure Sarah Cosulich in visita pastorale. La direttrice uscente di Artissima è di ottimo umore, direi garrula. Talmente garrula da farmi pensare che sia già la direttrice entrante. Magari sbaglio, però quella di stamattina è una faccia da riconfermata. Domando a Sarah se sa niente dell'esito del bando, anche se figurati se mi dice che ne sa qualcosa. Difatti mi dice che non ne sa niente. Però è molto garrula.
Gli operai collocano la stella di Zorio e Davide Paludetto
segue l'operazione dal basso, sprezzante del pericolo

Paratissima mi diverte

A ToExpo invece davano gli ultimi ritocchi. Hanno fatto un buon lavoro, e penso che Paratissima sarà divertente, e pure interessante. 
Mi è piaciuta un botto la mostra sull'ossessione dello spazio, curata da Francesca Canfora, che oltre ad opere molto belle - vi raccomando la stella di Gilberto Zorio - ci sono alcune cosucce di contorno che faranno impazzire i nerd come me: tipo un'infilata di vecchi Urania abbinati alle copertine originali di Thole. E non vi dico dei gadget sci-fi prestati dal Mufant.
Godetevi anche le mostre allestite dalle allieve del corso per curatori: meritano. Io ne ho viste due, dedicate all'assenza e al volo. Davvero belle mostre, anche se fatte da debuttanti assolute. E insomma, come sempre a Paratissima non mi sono annoiato.

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