Dove va a parare la Torino della cultura? C'è un progetto nuovo? E qual è? Dopo gli ultimi exploit, un pizzico di malumore comincia a serpeggiare in città. Prontamente, dal sindaco e Appendino è arrivato l'annuncio che entro metà novembre verranno comunicate le "linee guida" della giunta sulle politiche culturali. Ci sarà pure una conferenza stampa in grande stile (alla quale mi auguro vivamente di essere invitato...), starring Chiara Appendino, per annunciare quali eventi ha in cantiere la città per i prossimi mesi. Sennonché, mi dicono, in vista della conferenza stampa il trio Giordano ha chiesto la lista dei sullodati eventi a Turismo Torino. Quelli di Turismo Torino non sanno che pesci pigliare: loro non organizzano eventi, loro li comunicano. Sono la vetrina dell'offerta turistico-culturale della città. Di conseguenza, la procedura prevederebbe che sia la giunta che dice a Turismo Torino quali nuovi eventi proporrà e quali tra i vecchi intende mantenere in vita. L'operazione inversa sembra complicata.
Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio". Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...
pero' e' interessante... tutti questi "enti intermedi" (tra il pubblico e il privato) deputati a gestire proposte e produrre ricadute... alla fine non sembra tradiscano una certa passivita' proprio verso il politico... se quello non gli dice cosa fare... vanno in bambola
RispondiEliminaCom'è ovvio lei non ha capito. A Turismo Torino è stato richiesto qualcosa che non solo esula dalle sue funzioni, ma soprattutto che non è possibile dare. E' come se lei, che non ho la fortuna di conoscere, chiedesse a me quali sono i suoi impegni oggi pomeriggio. Quindi nessuna passività: a meno che a Turismo Torino non ci siano dei veggenti in grado di prevedere che cosa decideranno di fare gli assessori.
Eliminala "conferemza stampa" in grande stile potrebbe essere gia' un evento da pubblicizzare? Suma bin ciapa'!
RispondiEliminaNon esageriamo. Una conferenza stampa è una conferenza stampa.
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