Passa ai contenuti principali

PAGELLA: UNA SABAUDA PIU' CONTEMPORANEA

Pagella e la soprintendete Papotti davanti all'opera di Carol Rama
Che cosa ci fanno Carol Rama e Carlo Mollino tra le opere d'arte antica della Galleria Sabauda? Non ci sarebbe nulla di strano se il dipinto di Carol del 1954, e uno dei "coccodrilli di carta" che Mollino regalava agli amici (un altro lo potete vedere esposto a Camera), fossero esposti temporaneamente per "dialogare" con qualche quadro d'epoca nella saletta "Confronti" che la direttrice dei Musei Reali, Enrica Pagella, s'è inventata per questo genere di incontri fra capolavori.
Però il dipinto e i coccodrillo non sono ospiti di passaggo alla Sabauda: sono lì per restare. Due recenti acquisizioni statali che il MiBACT ha destinato ai Musei Reali. 
La prima buona notizia è che le due opere dovevano essere vendute all'estero: invece lo Stato le ha bloccate e acquistate, pagandole al prezzo di mercato, 120 mila euro per il dipinto, 20 mila poer il coccodrillo. Una volta acquisite, le ha girate alla Galleria Sabauda. Non trattandosi di un museo d'arte moderna, la scelta può apparire singolare; ma la direttrice Pagella mi spiega che ha un senso, risponde a una strategia. Si trattava intanto di trattenere a Torino le opere di due protagonisti assoluti dell'arte piemontese del Novecento: così, dopo la temporanea esposizione nella saletta "Confronti", il quadro di Carol Rama e il coccodrillo di carta - che Mollino aveva regalato proprio a Carol - verranno sistemati nella nuova galleria che la Sabauda dedica ai grandi maestri piemontesi del Rinascimento; quasi a chiudere un percorso e segnare una continuità tra i maestri del Quattro-Cinquecento e quelli di Novecento. Ma, aggiunge la direttrice Pagella, in futuro altre opere moderne si potranno aggiungere alla collezione.
La soprintendente Luisa Papotti  ha poi confermato la volontà del MiBACT di tutelare la casa-studio di Carol Rama, con una dichiarazione d'interesse in attesa di avviare l'iter per l'apertura al pubblico. La soprintendente si augura che una procedura si apra anche per l'altra casa d'artista di via Napione, quella di Carlo Mollino. 

Commenti