Passa ai contenuti principali

"SOCCORSO UNIVERSITARIO" PER L'ABBONAMENTO MUSEI

L'Abbonamento Musei combatte la perdita di pubblico puntando sempre più sugli studenti. Vi ho riferito di recente del tesseramento di massa del Politecnico, che ha acquistato ben 16.300 tessere, per un valore di mezzo milione di euro, per distribuirle a studenti e professori,
Adesso mi segnalano con insolita enfasi la consueta iniziativa del Senato degli Studenti dell'Università: dal 19 al 26 marzo sono stati distribuiti agli iscritti di tutte le facoltà oltre 3000 coupon sconto, che consentono l'acquisto dell'Abbonamento Musei al prezzo stracciato di 11,50 euro. L'Abbonamento costa a tariffa piena 52 euro, scontati a 32 euro per i giovani dai 15 ai 26 anni.
Così tutti sono felici: gli studenti che hanno la tessera gratis (quelli del Poli) o sottocosto (quelli dell'Università), e la direzione dell'Abbonamento Musei che può dichiarare "oltre 130.000 abbonati a cui si sono aggiunti questi giovani studenti universitari". Non viene fornita una cifra puntuale. Stimo a oggi un totale vicino alle 140 mila tessere vendute negli ultimi 365 giorni, comprese le circa 20 mila tessere "universitarie" (16.300 del Poli e "oltre 3 mila" dell'Università). Nel 2016 furono vendute oltre 127 mila tessere, e non esisteva la "promozione" del Politecnico.


Commenti

  1. Gli abbonamenti vengono regalati in certe occasioni da quando l'abbonamento esiste, non da ieri. Ricordo che iniziative simili c'erano anche quando andavo io all'università nel lontano 2010, o quando feci il primo abbonamento 4 o 5 anni fa mentre il Planetario (!) regalava un paio di migliaia di tessere in certi giorni particolari ai primi arrivati. Tempi di crescita vertiginosa degli iscritti, non di magra. Crescita però mai arrestata.

    D'altronde gli ingressi complessivi sempre in aumento finora l'hanno dimostrato, le tessere non restano parcheggiate.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...