Passa ai contenuti principali

LE OGR REGALANO LA MUSICA AL SALONE SQUATTRINATO

Carmen Consoli in concerto il 10 maggio
Ieri le Ogr hanno annunciato il cartellone dei loro concerti "in occasione del Salone del Libro". E' un buon cartellone: Carmen Consoli il 10 maggio, Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica) l'11, il SoundSystem delle Ogr il 12, e Wu Ming con Pierpaolo Capovilla il 12.
A prima vista sembra la conferma di una tradizione: il Salone ha sempre proposto un suo programma di concerti gratuiti. L'unica apparente differenza rispetto al passato è che quest'anno si paga il biglietto.
Invece tutto è cambiato. Dopo il successo dell'edizione 2017 - i live all'ex Incet oscurarono del tutto il contemporaneo, e fragilino, Narrazioni Jazz - i progetti per il 2018 erano baldanzosi: ancora lo scorso autunno il direttore del Salone Nic Lagioia immaginava addirittura una "commissione musica" da affiancare a Pierumberto Ferrero, il dipendente del Salone che si occupa del coté musicale della kermesse. Per la commissione giravano nomi illustri: Max Casacci dei Subsonica, il leggendario discografico Stefano Senardi, il manager Ettore Caretta e altri ancora.
Poi è andata com'è andata: il collasso della Fondazione per il Libro ha mandato a pallino i sogni di gloria. All'inizio di quest'anno si è scoperto che mancavano i soldi per i concerti. Buonanotte ai suonatori: ogni progetto live è caduto. A quel punto si sono fatte avanti le Ogr, che hanno le spalle larghe essendo la creatura prediletta della Fondazione Crt. I quattro concerti annunciati ieri sono quindi un "omaggio delle Ogr al Salone". "Omaggio" nel duplice significato di "avvenimento in onore del Salone", ma anche di "regalo che le Ogr fanno al Salone". Me lo conferma il direttore artistico delle Officine, Nicola Ricciardi, che ha scelto di persona gli artisti. Il cartellone è deciso e pagato dalle Ogr, che ovviamente si terranno l'incasso. Ricciardi spera di rientrare delle spese. Sulla carta potrebbe farcela: l'agibilità della Sala Fucine, grazie a una serie di interventi, è salita da 2100 a 2500 persone.

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CHI TIRA TARDI AL MERCATO DELLE NOMINE

Un'altra settimana è andata, il Museo Egizio è ancora senza il nuovo Cda, e a tirare troppo la corda si rischia il commissariamento. Come scrivevo la settimana scorsa , il Consiglio d'amministrazione uscente è scaduto lo scorso 15 settembre e quello nuovo non può insediarsi perché incompleto: quattro dei cinque soci (Mic, Comune e le due fondazioni) hanno già indicato i propri rappresentanti, ma la Regione no. Mentre il presidente Cirio fa lo splendido in Giappone magnificando le nostre «eccellenze culturali», a Torino la sua maggioranza – lo scontro è tutto interno al centrodestra - s'accapiglia al gran mercato delle poltrone, e non riesce «a trovare una quadra» - parole loro – per dare una governance all'eccellenza culturale del Museo Egizio. Fossero almeno capaci di spartirsi la torta con un minimo di buona creanza. E qui parliamo di incarichi senza compenso: non oso immaginare quando ci sono in ballo stipendi e prebende. Ma l'indegna gazzarra deve finire in fret...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...