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L'EGIZIO PARLA PIEMONTESE E CON LA DESTRA E' PACE FATTA

Idillio in maschera: Cirio e Christillin al tavolo, Ricca in prima fila


E vissero tutti felici e contenti. E' una storia a lieto fine, quasi deamicisiana, che comincia con strepiti e accuse e finisce a baci ed abbracci. Manca soltanto la pubblica ammissione d'aver sparato minchiate, ma vabbé, non si può pretendere la perfezione.
Edificante spettacolo, lo streaming di stamattina dall'Egizio, mentre incombe pure su quel museo la scure dell'ennesima chiusura pandemica. L'occasione è l'annuncio che il Museo metterà on line, ogni martedì, un video in lingua piemontese, per raccontare fatti e personaggi dell'egittologia legati alla nostra regione. Al tavolo dei relatori c'è Albertone Cirio accanto al Dinamic Duo Eve & Chris. Nonché, presente in sala muto spettatore, nientepopodimeno che l'assessore Fabrizio Ricca, il Crociato Padano tanto caro ai miei lettori, l'Intrepido guerriero della strenua battaglia contro la terronizzazione e l'arabizzazione dell'Egizio: ovvero, per dirla in termini più civili, il prestito a Catania di alcuni reperti giacenti nei magazzini del Museo, e l'iniziativa dell'ingresso scontato ai linguamadre arabi.
L'idea delle pillole in piemontese a me personalmente piace, tanto più che sono realizzate bene e interpretate da Albina Malerba e Giovanni Tesio del Centro Studi Piemontesi, raffinati culturi della nostra letteratura regionale.
Ma un malpensante è portato a sospettare che dietro ci sia una qualche captatio benevolentiae, una mossa strategica della Christillin e di Greco, magari sollecitata dalla giunta regionale a trazione leghista dove fa la sua bella figura d'assessore anche il prode Ricca, colui che fu il loro peggior nemico.
E invece no. L'idea delle videopillole in piemontese è stata del Dinamic Duo, senza suggerimenti esterni, mi assicura Eve. E io le credo. La genialità dei grandi diplomatici in questo consiste: alleati con il nemico, previeni le sue mosse. E in quanto a diplomazia, a Evelina il Tayellerand le spiccia casa. Sicché Lega e FdI, i due partiti che fino a due anni fa sparavano a zero  e andavano in piazza  contro i vertici dell'Egizio - qualcuno di FdI accarezzava pure l'ambizione di cacciare Greco - nel giro di pochi mesi, non appena arrivati al governo della Regione, si sono rabboniti, al punto di risultare determinanti per il terzo mandato presidenziale della Christillin. E Ricca è diventato, nel lessico christilliniano, "l'amico Fabrizio". Non vi dico poi con Cirio: lì siamo all'idillio.
Non mi stupisco, però. Ho imparato da tempo che la politica questo è: una pantomima piena di rumore e furore che i poveri commedianti mettono in scena agitandosi e pavoneggiandosi per la loro ora, e poi nessuno se ne ricorda più.
Soltanto per tigna dunque, al termine della rappresentazione mi prendo la briga di domandare se le pillole in piemontese hanno curato i maldipancia di Ricca; ovvero se sono cessate le pressioni e le critiche della politica contro determinate iniziative del Museo.
Risponde Greco, e come sempre trova nobili parole per spazzar via le ignobili minchiate. "Noi - dice - abbiamo l'onore e l'onere di custodire in questo Museo un patrimonio che appartiene all'Umanità, abbiamo un senso di gratitudine infin ita nei confronti del popolo egiziano perché grazie alla loro generosità abbiamo queste collezioni, e io mi auguro che il nostro Museo diventi la casa di tutti; e mi piacerebbe moltissimo che tanti egiziani che vivono in Italia sapessero che esiste questa collezione, e che anche tramite ciò diventino cittadini più integrati, e più piemontesi. Il nostro Museo è globale e locale, e abbiamo il bisogno di radicarci nella realtà cittadina e regionale come in quella nazionale e internazionale".
Chiuso l'incidente. Seduto in prima fila, Ricca non dà segni di inquietudine. Nella città di Edmondo De Amicis oggi si è scritta una pagina nuova del libro Cuore.




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