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ORA O MAI PIÙ: LA MOSTRA CHE NON POTETE PERDERE

Defendente Ferrari
Per me, è la mostra più bella. Per me che adoro la pittura del piemontese tra XV e XVI secolo, sospesa fra la suntuosità ancora goticheggiante dell'arte borgognona e fiamminga e le dolcezze del rinascimento toscano. Per me, voglio dire, che stravedo per Gandolfino e Spanzotti, i Giovenone, Lanino, Grammorseo, Gaudenzio e Defendente Ferrari. 
Gerolamo Giovenone
Non pretendo che condividiate le mie insane passioni. Ma se amate il bello, se volete la meraviglia pura, andate a visitare il Museo Accorsi, che fino al 29 gennaio ospita "Rinascimento privato", una mostra irripetibile.
Andrea de Aste
Irripetibile nel vero senso della parola, perché quella trentina di capolavori o li vedete lì, adesso, o non li vedrete mai più. Si tratta infatti di opere provenienti da collezioni private, e si sa quanto il collezionista sia geloso dei suoi tesori: Luca Mana, direttore del Museo Accorsi, ha dovuto sciorinare i suoi buoni rapporti e le sue arti diplomatiche per ottenerle in prestito per la mostra, ma il risultato delle sue fatiche è entusiasmante.
Gandolfino da Roreto
Potrete scoprire, ad esempio, un artista poco noto come Andrea de Aste, o bearvi dello straordinario San Giorgio di Oddone Pascale; immergervi nei fondi oro di Defendente Ferrari o nella delicatezza della Madonna di Gerolamo Giovenone; ritrovare il tocco di Antoine de Lonhy - dopo la grande mostra di Palazzo Madama - nel volto frammentario di un profeta, e ammirare il tratto inconfondibile di Gandolfino nelle minute dimensioni di tre quadretti - già parte di una predella d'altare - finalmente restituiti all'autore dopo che, pochi anni fa, erano andati all'asta come opere di "pittore piemontese del XVIII secolo", valore 300 euro. Diavolo, esserci stati, a quell'asta...
Vabbè, avete capito. Andate a vederla, questa mostra. Adesso o mai più.

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