Passa ai contenuti principali

OK, TOULOUSE-LAUTREC SI FA: A FINE OTTOBRE

Iole Siena (Arthemisia Group)
Sempre alla presentazione della mostra dei Bruegel a Venaria (di cui prima o poi vi parlerò, parola di lupetto) mi presentano Iole Siena, la presidente di Arthemisia Group.
Arthemisia è una società specializzata in mostre. Ha prodotto questa dei Bruegel, ma anche quella recente  di Matisse a Palazzo Chiablese, in collaborazione con 24 Ore Cultura.
Sempre con 24 Ore Cultura, era previsto che adesso, in settembre, Arthemisia portasse a Palazzo Chiablese anche quella di Edward Hopper. Invece Hopper è definitivamente saltato (scusate il gioco di parole angloitaliano), non senza malumori, e la mostra è finita a Roma, al Vittoriano. E' successo che al 24 Ore Cultura c'è stato un bel ribaltone ai vertice, e conseguente cambio di rotta, anche per ragioni di bilancio. Come si dice? Finito champagne finito amore: l'accordo con il Comune di Torino per fare tante belle mostre a Palazzo Chiablese è andato a farsi benedire.
Adesso, però, Iole Siena mi conferma che Arthemisia non molla Torino; e conferma pure la fatidica esposizione dedicata a Toulouse-Lautrec. A Palazzo Chiablese. E' quella, se ricordate. che si doveva fare a giugno, poi fu rinviata a settembre per "problemi organizzativi", e quindi spostata a data da destinarsi per cedere il passo a Hopper. Che alla fine non s'è fatto, causa il venir meno di 24 Ore Cultura e dei suoi soldi. E allora contrordine, torna Toulouse-Lautrec. A Palazzo Chiablese, naturalmente. Però, mi dice Iole Siena, a fine ottobre. Spero.

Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...