Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio". Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...
Ieri sera andavo al Regio in macchina. Ho fatto apposta via Maria Vittoria pregustando il momento in cui, arrivando alle strisce pedonali San Carlo - Aspesi, giocoforza si rallenta e si può girare lo sguardo verso destra e venir colpiti al cuore dalla vista della piazza semideserta illuminata ad arte dalle Luci colorate.
RispondiEliminaHo rallentato, ho girato lo sguardo e qualcosa mi ha colpito al cuore sì, ma con la mazza di ferro. Tende beduine in ordinate fila, l'esercito del brutto, la calata dell'invadente invasore violentemente non violento, il senso di impotenza di chi niente può se non dire Che orrido schifo!, la sensazione di essere ingiustamente oltraggiati da qualcuno che prima orna una bellissima piazza con colori gioiello, e poi le mette dentro lo sgabuzzino delle scope formato tendopoli.
Spero che duri poco. Spero che il denaro incassato dai maestri cioccolatai venga impiegato in nobilissime cause. Spero che duri poco.
Se io fossi Turista a Torino forse pagherei, per vedere piazza san Carlo di notte lampionata a colori. Sfiderei il freddo battendo le brocche per entrare nella pace metafisica di un'architettura così salda e sognante: semplicemente per esserci dentro, per stare a guardare, per lasciarci un pezzetto di cuore.
Spero che duri poco.