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MIRACOLO: STAVOLTA IL TFF HA I SOLDI

Alberto Barbera, direttore soddisfatto
Va' che sono soddisfazioni. Andare in Commissione cultura a presentare un festival senza dover piangere miseria, beh di questi tempi non è da tutti. E' capitato stamattina ad Alberto Barbera. Interrompendo una ormai lunga e mesta tradizione, il direttore del Museo del Cinema ha potuto finalmente parlare di un Torino Film Festival al riparo da tragedie finanziarie. Uno scenario ben diverso da un anno fa, quando il Tff aveva improvvisato una spending review last minute, rinunciando all'uso di ben tre sale, perché i soldi promessi dal Comune non erano saltati fuori.

Contributi certi da Comune

Stavolta i contributi del Comune ci sono, e di ciò va reso merito (una volta tanto) a Fassino e Braccialarghe e in  genere all'amministrazione civica che è riuscita nell'impresa di trasferire quasi tutto il bilancio della Cultura in spesa corrente, dando così certezza ai finanziamenti che, fino all'anno scorso, erano appesi ai miracoli in extremis, al reperimento di incerte risorse.

Il raddoppio del ministero

E poi, notizia ancor più sconvolgente, va reso merito al ministro per caso Franceschini, che a quanto pare s'è accorto che a Torino c'è il Museo Nazionale del Cinema. Barbera conferma infatti che il contributo del ministero alle attività del Museo (compreso quindi il Tff) è stato raddoppiato. Per la precisione, quest'anno il Museo riceve 1.200.000 euro (diconsi un milione e duecentomila) dal Fus, il Fondo unico per lo spettacolo, ultimamente più generoso con il Piemonte; e altri 217 mila da una legge speciale. Quasi un milione e mezzo di euro, una cifra - ha detto il Sean Connery de noantri aka il Feroce Saladino - che è "un segnale forte di attenzione politica per il lavoro svolto dal Museo del Cinema". L'aumento ministeriale compensa ampiamente la riduzione dei finanziamenti da parte della Regione e della Fondazione Crt. 

Aiutati che il Fus t'aiuta

"Siamo molto soddisfatti, ma non diciamolo troppo forte sennò qualcuno ci invidia", mi raccomanda Barbera. E per non correre rischi al Museo non si accontentano dei soldi pubblici: il presidente Paolo Damilano ha confermato che aumentarà ancora l'impegno per intercettare e coinvolgere sempre più investitori privati. Intanto quest'anno il Festival ha aggiunto a Fiat e Compagnia di San Paolo un terzo main sponsor, Vodaphone, e può addirittura permettersi qualche lusso. Intanto ci saranno ben dodici sale, un record assoluto che dovrebbe chiudere l'annoso problema del sovraffollamento. Poi due sfizi, ma con un loro valore d'immagine: il ritorno delle grandi lettere del logo in piazza Castello (anche a quelle s'era dovuto rinunciare l'anno scorso, per risparmiare) e l'offerta di cappuccino e brioche a tutti gli insonni partecipanti alla "maratona horror" di sabato 21. Quasi un lusso sardanapalesco per un festival tradizionalmente sparagnino come il Tff. 

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