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CAPITALE DE CHE?

Piovono capitali. Fassino ha appena annunciato che Torino è (anzi: "si conferma"!) la capitale del rock, in virtù del fatto che fra un anno una band di una certa notorietà suonerà a Torino anziché - come accade di solito - a Milano, Bologna o Roma. Ammetto che è una discreta soddisfazione per una città che si è privata del suo unico festival rock di rilevanza europea. Ma ricordo sommessamente a lorsignori che una capitale è capitale sempre, non soltanto due giorni all'anno.
Però oggi le gioie di Fassino sono infinite: ecco che arriva da Parigi la comunicazione che dal 1° dicembre Torino è stata dichiarata dall'Unesco "Creative City" per la categoria "design". Ovviamente Filura si entusiasma e dichiara: “Un riconoscimento di cui siamo fieri e che rende merito alla capacità creativa e all’energia rigeneratrice di Torino. Un riconoscimento che ci sollecita a fare sempre di più di Torino una città di innovazione e di avanguardia in ogni campo”. Leggo le motivazioni e apprendo che il riconoscimento è dovuto ai progetti di Luci d'Artista, To-design in the world, Contemporary Art, nonché per la presenza di Politecnico, Iaad-Istituto d'arte applicata e design e Ied-Istituto europeo di design. Considerato che le iniziative di competenza pubblica sono in gravissime difficoltà - come al solito per penuria di fondi - non resta che affidarci alla voglia di innovazione e avanguardia della città, così ben espressa nella spasmodica attenzione degli enti pubblici verso idee innovative e d'avanguardia quali - per fare un esempio - il View Festival, Movement e Club to Club. Per non dire di tutto ciò che riguarda il nostro futuro.

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