Passa ai contenuti principali

IL SALONE DEGLI INCAZZI

Ultimo giorno al Salone, da latitante. Se Picchioni mi becca, mi crocefigge sul palco dell’Arena Bookstock. Il mio articoletto uscito stamattina sulla “Stampa” lo ha fatto infuriare più che mai. Com’è ovvio, dato che una mia fonte (autorevole e regionale) l'altro giorno mi ha raccontato le preoccupazioni della Regione per il disavanzo che – dice la fonte – il Salone si porta dietro. E’ una questione ricorrente: era già saltata fuori l’autunno scorso, anche allora Picchioni s’era incazzato, aveva proclamato conti alla mano che non c’è nessun “buco”, e io l’avevo scritto,com’è dovere del vostro cronista. Stavolta ho sentito l’altra campana, che invece insiste sul disavanzo: e, sempre doverosamente, ho riferito.
Che poi è una questione tecnica: “buco” e disavanzo, mi hanno spiegato, non sono la stessa cosa. E io l’ho pure precisato, nel pezzo. Ma di questi tempi Picchioni non è incline a distinzioni poetiche, per cui s’incazza. Uscendo dall'incazzo, il problema è sempre quello: l'accordo con Gl Events per l'uso del Lingotto è favorevolissimo per Gl Events, molto meno per il Salone. Rebus sic stantibus, degli incassi di biglietteria e stand al Salone arrivano gli spiccioli. Chiaro che il bilancio ne risente. Ma non starò ad annoiarvi con una faccenda che annoia prima di tutti me. Ciò che importa è che ogni volta che se ne parla qualcuno si incazza.
Ma devo dire che qui s'incazzano un po' tutti, e un po' per tutto. E' il Salone più incazzoso che io ricordi.
Per dire, stamattina anche il Chiampa s'è incazzato per il mio pezzo sulla "Stampa", laddove riporto che il prossimo tandem per il Salone del Libro vedrebbe Vittorio Bo alla presidenza e Alessandro Baricco alla direzione. Chiampa, mi giurano emissari non so quanto attendibili, non è per nulla d'accordo su quel tandem. In realtà c'è un sacco di gente che non è d'accordo. E di sicuro i giochi sono ancora apertissimi.
Intanto si profila all'orizzonte un nuovo incazzo. Riguarda il paese ospite del 2016, annunciato un po' in sordina, et pour cause. L'Arabia Saudita non è un modello mondiale sul versante dei diritti umani, e già serpeggia la polemica. Gira voce però che la scelta non sia farina del sacco del Salone: c'è chi (sempre autorevole) sostiene che sarebbe stata "imposta". Da chi e perché, lo scopriremo solo vivendo. Io intanto appoggio la proposta alternativa del consigliere Cassiani: Giamaica paese ospite 2016. Niente incazzi e one lova. 

Commenti

  1. Mi associo alla proposta della Giamaica come paese ospite 2016 (I'm sad to say, I'm on my way...")


    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

CULICCHIA DIRETTORE DEL CIRCOLO

Uscito sul Corriere e non disponibile on line. È andata come era previsto, e logico: Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore del Circolo dei Lettori. Nomina scontata, se solo si considera il curriculum: scrittore affermato in Italia e pubblicato anche all'estero; solidi legami sia con la scena culturale cittadina, sia con l'editoria nazionale; esperienza nel mondo dei giornali; una lunga collaborazione con il Salone del Libro; apprezzato anche al Circolo, dove dirige un festival letterario, «Radici», di ottima qualità. Insomma, il perfetto kit del candidato naturale alla successione di Elena Loewenthal, anche a prescindere dall'endorsement – alquanto sfacciato – del fratello d'Italia Maurizio Marrone; endorsement che a Culicchia ha fatto più male che bene, facendone involontario oggetto di scontri di potere e appiccicandogli addosso un'etichetta «politica» che dubito gli appartenga e comunque non s'è avvertita nelle sue scelte alla direzione di «Radici», onestam...

IL MUSEO DELLE MINCHIATE

Ripubblico anche qui - revisionato e linkato - l'articolo uscito ieri sul Corriere e non disponibile on line. Sono geniali, quelli di Palazzo Civico. E non si risparmiano, una ne fanno e cento ne pensano. Sentite l'ultima. Pochi giorni fa sul Corriere commentavo la mozione della consigliera piddina Caterina Greco la quale - in una città che stenta a mantenere i propri musei all'onor del mondo - sollecita la nascita di un ennesimo museo, il «Museo dell'Immigrazione»; ovviamente senza darsi cura di indicare con quali soldi tale museo si allestirebbe e si manterrebbe. Poteva l'opposizione lasciarsi scavalcare dalle sinistre nella nobile gara per dare a Torino altri musei senza un passato e senza un futuro? Certo che no: il prossimo 12 marzo in Commissione cultura si discute una mozione del leghista Catizone (credo di riconoscerlo a destra - ovvio - nella foto postata da Fabrizio Ricca e ritraente tre festevoli consiglieri comunali che s'esibiscono con un appropr...