Passa ai contenuti principali

PATRIZIONA GIOCA D'ANTICIPO: GUARDA, CHIARA, COME SONO BRAVA

Madamine, il catalogo è questo: Patriziona illustra il report, il fido Valsecchi veglia
Diavolessa d'una Patriziona Asproni. Tutti la danno per spacciata, dead woman walking. Per via dei noti trascorsi, fin da subito è sembrata la prima vittima predestinata della jacquerie invocata - finora invano - dai fedeli di santa Chiara da Moncalieri.
E lei che t'inventa? Gioca d'anticipo. Mentre santa Chiara e l'assessore ai Musei (e alle Fontane) sono impegnate nella lotta per la sopravvivenza del Salone, Patriziona - affiancata dal fido direttore Valsecchi - presenta il consueto report sul primo semestre 2016 della Fondazione Torino Musei. Dati decisamente positivi: talmente positivi da rendere difficile il previsto autodafè. Oddio, il potere è potere: e se vuole fucilarti ti fucila, senza tanti complimenti. Però se pretende di farlo con dio e il popolo dalla sua parte, gli tocca di dare delle spiegazioni. E contro la forza dei risultati, certe spiegazioni sono più difficoltose.
Non è che tiri una bell'aria, per Patriziona: anche l'incidente diplomatico dell'altro giorno a proposito del bando per la direzione di Artissima conferma la spiccata simpatia della nuova giunta nei suoi confronti. Però lei fa la splendida, glissa con nonchalance ("è stato sicuramente un equivoco, noi li abbiamo cercati al telefono per una settimana ma non rispondeva nessuno") e aspetta con fiducia l'incontro, già richiesto, con il sindaco per illustrare lo stato della Fondazione.
So che è preoccupata, la presidente di Torino Musei; ma non lo dà a vedere. A poker sbancherebbe Doc Holliday. Se la resa dei conti fra le due dame ci sarà, p

renoto un posto a bordo ring. Costi quel che costi. Sarà uno spettacolo da mondovisione.
Ad ogni modo. Io vi riporto qui sotto l'intero comunicato della Fondazione Musei. Al vostro servizio.

Torino, 13 luglio 2016. Dopo un 2015 che ha consolidato una crescita dei visitatori del 38% rispetto all’anno precedente, nel primo semestre del 2016 la Fondazione Torino Musei riporta un ulteriore aumento del 32% e - dato assai interessante per le implicazioni che ne conseguono - un incremento del 320% delle sponsorizzazioni relative alle iniziative dei singoli musei (da 160.000 a 667.500 euro). Le imprese premiano i progetti culturali di valore e investono volentieri qualora si superi la logica della mera erogazione, ormai obsoleta, per abbracciare invece la pratica della partnership nello sviluppo di progetti condivisi.
Altro dato significativo sono le entrate proprie della Fondazione Torino Musei che nel primo semestre 2016 hanno registrato un aumento del 21% sullo stesso periodo del 2015.
“L’ulteriore aumento di visitatori del 32% in questo primo semestre insieme alla revenue diretta del 21% sono dati estremamente significativi – dichiara Patrizia Asproni, Presidente della Fondazione Torino Musei – soprattutto se andiamo a guardare il dato nazionale dei musei che vede una crescita del 9.1% e una revenue del 16.1%. Sono dati molto positivi e di grande soddisfazione, che nascono da una pianificazione e organizzazione specifica della Fondazione e dei suoi musei, e che ci danno una proiezione ottimistica sul futuro, sia per quanto riguarda i visitatori (puntiamo a superare 1 milione nel 2016) sia per quanto riguarda l’autofinanziamento e le sponsorizzazioni”.
Il Rapporto annuale di Symbola sulle Industrie Culturali e Creative, appena presentato, informa che a Torino e dintorni il 9.1% della ricchezza è prodotta dal settore culturale e creativo e occupa 1 persona su 10. La Fondazione Torino Musei contribuisce all’economia del territorio con la sua produzione culturale: sostanzialmente oltre il 75% dei soggetti che collaborano con la Fondazione opera nell’area metropolitana, e più del 70% degli investimenti complessivi effettuati dalla Fondazione rimane sul territorio torinese.
Nei primi mesi dell’anno, la Fondazione Torino Musei ha intensificato il proprio impegno ad aumentare l’attrattività delle istituzioni museali che costituiscono il patrimonio storico-artistico della città: musei sempre più da vivere, e non semplicemente da visitare, luoghi in cui fare esperienze culturali formative, in cui abituarsi a tornare con piacere, punti di riferimento per la cittadinanza che si dimostra in tal senso sempre più attiva. Parallelamente alla tradizionale attività di conservazione e tutela del patrimonio gestito dalla Fondazione, sono stati organizzati: corsi di storia dell’arte, laboratori per bambini ed adulti, visite speciali, mostre e attività di art-sharing in collaborazione con varie istituzioni italiane, in uno spirito di apertura, inclusività ed accoglienza verso i nuovi pubblici, i diversamente abili e le varie etnie e culture, in linea con l’indirizzo europeo di audience engagement and development.
Azioni sistemiche, mirate allo sviluppo di relazioni internazionali con il mondo accademico, della ricerca e delle industrie creative, hanno favorito l’organizzazione del workshop “Museum Vision 2026” sul possibile futuro delle istituzioni museali e delle tecnologie digitali per la valorizzazione delle stesse, in un orizzonte temporale di dieci anni. L’evento, organizzato a Palazzo Madama in collaborazione con Singularity University - con sedi in Silicon Valley e Ginevra - ha portato a Torino alcuni dei maggiori esperti dell’argomento a livello mondiale e ha costituito un momento di scambio ed arricchimento unico, che ha catalizzato l’interesse dei media internazionali.
Particolare attenzione è stata rivolta alle iniziative nell’ambito della didattica svolte nei singoli musei, rispondendo ad una logica di contaminazione che va oltre le specifiche disciplinari e - grazie anche all’implementazione di innovazioni tecnologiche - aumenta l’offerta e l’attenzione al visitatore, cittadino o turista, includendolo nel tessuto culturale urbano.
Differenziazione dell’offerta come fattore qualitativo, welfare culturale, apertura e dialogo tra istituzioni e mondi culturali anche apparentemente distanti costituiscono un motore di sviluppo per il territorio e incentivano e rafforzano le politiche di investimento in un comparto, quello della Cultura, protagonista del panorama economico del nostro paese.

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...