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ALCUNE BUONE RAGIONI PER NON PERDERSI "QUALCUNO CHE TACE"

La sala Pasolini del Gobetti durante lo spettacolo: sulla destra, i Perturbazione suonano dal vivo
Sono un ragazzo fortunato per svariati motivi. Uno di questi motivi sono gli amici veri che ho al Teatro Stabile. Gli amici veri sono coloro che non ti stressano a ufo e ti invitano a uno spettacolo soltanto quando sono strasicuri che ti piacerà. 
Io ho imparato a fidarmi dei miei amici dello Stabile. Così oggi sono stato al debutto di "Qualcuno che tace", il progetto che il Tst dedica al teatro di Natalia Ginzburg. Tre atti unici, per ciascuno soltanto due repliche. In scena gli attori, bravissimi, della scuola dello Stabile, e i Perturbazione che suonano le musiche dal vivo, e hanno scritto apposta una manciata di canzoni su testi della Ginzburg.
Ora, confesso che andarci è stato, da parte mia, un gesto di totale e fiducioso abbandono. Amo molto la Ginzburg romanziera, adoro la Ginzburg di "Lessico famigliare", ma il mio unico contatto con la Ginzburg autrice teatrale risale alla notte dei tempi, a un "Ti ho sposato per allegria" visto da ragazzino allo Stabile e di cui non serbo un  ricordo particolarmente allegro, benché gli interpreti fossero due attori destinati a diventare in futuro due miei cultissimi, ovvero Renzo "il Necchi" Montagnani e Adriana Asti.
Ad ogni modo: i miei amici dello Stabile mi dicono che posso fidarmi; e io mi fido, e vado al Gobetti.
Confesso. Ci vado titubante. Danno "Dialogo", e l'argomento è tale da rovinarmi la serata: classica coppia in crisi, lei si innamora di un altro e ha l'astuzia di confessarlo al marito pochi istanti prima di ricevere una lettera del amante gentiluomo che la scarica con tanti ringraziamenti per le ore liete trascorse insieme. Insomma, da suicidarsi.
E invece no. Lo spettacolo è delizioso, recitato benissimo, la regia di Leonardo Lidi - un altro talentino della cantera del Tst - tiene alla grande, è brillante e matura; e poi c'è il piacere di stare in quella bomboniera che è la sala Pasolini del Gobetti, con a fianco i Perturbazione che suonano, tipo club. A farla breve: una figata. Non bastasse, il tutto dura un'oretta lesta lesta: oggi lo spettacolo è cominciato alle 19,30 e alle nove di sera sono già a casa, in tempo per rivedermi "Gli spietati" su Iris. La perfetta felicità.
Domani si replica alle 20,45, poi il 24 e 25 novembre mettono in scena "La segretaria" (che non conosco) mentre il 2 dicembre ci sarà "Ti ho sposato per allegria". Il 1° dicembre, invece, gran maratona: da metà pomeriggio, uno dopo l'altro, tutti e tre gli atti unici, Non me la perdo manco a morire. E quando uscirò dal Gobetti sarò just in time per fiondarmi al Cap 10100 e beccarmi l'intero concertone di Sottodiciotto dedicato ai Velvet Underground.
Ve l'ho già detto che sono un ragazzo fortunato?

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