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COSA RESTERÀ DI FRINGE

Furio Di Castri, direttore di Fringe
Due settimane dopo la carrambata, ho provato ad informarmi su che cosa, in concreto, accadrà con Fringe - la sezione "sperimentale" del Torino Jazz Festival. Ricordate? Il 31 ottobre scorso Francesco Astore, uno degli organizzatori di Fringe, protesta a mezzo Fb, perché a mezzo Fb apprende la cancellazione di Fringe, nell'ambito della più ampia cancellazione del Torino Jazz Festival, senza che mai qualcuno si sia degnato di ascoltarlo; un paio d'ore dopo quel post corredato da commenti al vetriolo l'assessore Leon chiama Astore assicurando che nulla è ancora deciso, e ipotizzando un incontro.
A metà settimana ci sarà effettivamente un incontro fra Leon e gli organizzatori di Fringe. E' stato convocato anche il direttore di Fringe, il rinomato contrabbassista Furio Di Castri. Mi sembra più che altro ammuina. Andrà così: durante il cosiddetto Narrazioni Jazz, oltre ai cinque concerti all'Auditorium, si terranno alcune serate jazz in locali che abitualmente ospitano serate jazz. L'unica differenza rispetto alla normale programmazione dei locali coinvolti dovrebbe essere, a quanto mi risulta, un (modesto) finanziamento a pioggia - a beneficio delle associazioni promotrici - per i concertini accolti sotto l'ala di Narrazioni Jazz. Tali concertini nei locali rappresenterebbero l'anima "off" e "decentrata" di Narrazioni Jazz, in quanto effettivamente alcuni dei locali coinvollti si trovano in periferia o quantomeno in zona non centralissima. Tutto ciò si potrà benissimo intitolare "Fringe" se la cosa garba a qualcuno. Ma anche no.

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