Passa ai contenuti principali

MINERBA LASCIA LA DIREZIONE, MA CINEMA GAY NON MUORE (SPERO)

Giovanni Minerba non sarà più direttore
La prima notizia, bella e per niente scontata, è che Cinema Gay si farà. Magari non in primavera (non c'è più tempo), magari slitterà più avanti (è l'ipotesi più ottimistica). Però si farà. Così mi garantiscono quelli che istituzionalmente sono attrezzati per garantirlo, e per una volta sono disposto a fare uno sforzo di volontà, e credergli. 
Più che altro mi rassicura la certezza che ha già firmato il contratto d'incarico Piero Valetto, l'irrinunciabile uomo-macchina del Festival: se lui è al lavoro, il Tglff non è ancora morto.

Un progetto "innovativo". Incrocio le dita

Mantengo comunque una prudente riserva: grande è la potenza della Legge di Murphy sotto ogni cielo, ma grandissima al Museo del Cinema. Se finirà tutto in vacca, non cadrò dalle nuvole.
La pratica Tglff è gestita dagli assessori Giusta e Leon. Poiché la questione è seria, vi risparmio le facili battute, e vi dico invece che a quanto mi risulta Giusta e Leon avrebbero anche un progetto innovativo per il Tglff: pare che intendano "collegarlo di più alla città". Boh. Di 'sti tempi, quando sento parlare di progetti innovativi mi vengono i brividi. Ma oggi sono così, sbarazzino e pervaso da insolito e ingiustificabile ottimismo. Per cui mi sbrivido e mi sforzo di vedere il bicchiere mezzo pieno. Se hanno un progetto vuol dire che ci pensano. E' pur sempre qualcosa: almeno non se ne sono dimenticati.

Minerba: si cerca l'accordo per un'uscita con onore 

Giovanni Minerba con l'Antonellina Parigi alla presentazione del Tglff 2015
La seconda notizia, ancora in evoluzione, è molto più triste. Ma non inattesa. Oggi, in base a informazioni che considero più che attendibili, mi sento in grado di annunciare che entro pochi giorni Giovanni Minerba non sarà più il direttore del Tglff.
A quanto mi risulta, Minerba abbandonerà la direzione di certo a malincuore e controvoglia, ma se non altro con i massimi onori quantomeno formali: gli garantiranno un'uscita dignitosa sotto ogni punto di vista e - mi auguro - il Tglff non perderà totalmente il suo prezioso patrimonio di esperienza e credibilità. E' in corso una trattativa, i termini precisi dell'accordo sono in via di definizione. Vi terrò informati.
Di più non dico. Aspetto l'ufficialità, prima di dare un giudizio, perché in questa città non è sicuro neppure che domani sorga il sole. 
Non dovrebbe mancare molto alle firme, comunque.

Un addio annunciato

Il benservito a Minerba non è una sorpresa. Da anni si parlava, negli ambulacri della politica torinese, di un cambio al vertice del Tglff. Già Braccialarghe aveva abbozzato un progetto, che prevedeva per Minerba la presidenza onoraria e una qualche forma di consulenza nell'ambito del Festival. La cosa si era poi bloccata, rimanendo però sottotraccia: la nuova amministrazione comunale l'ha ripresa con prontezza degna di miglior causa. 
Forse, dopo trentuno edizione di Cinema Gay dirette (molto bene) da Minerba, era pure fatale che prima o poi ciò accadesse. A me dispiace, perché Minerba è Minerba e Minerba è il Festival, e senza di lui non so che cosa diventerà il Festival. Ma all things must pass, e passerà anche questa. Purché non salti su qualche cretino a blaterare che "nessuno è indispensabile", perché quella lì è una cazzata autoconsolatoria inventata da una persona non indispensabile.

C'è già un nome per la successione

A quanto mi risulta, è già pronto un nome per la successione, indicato dai Cinquestelle. 
In teoria il nuovo direttore dovrebbe essere nominato dal Comitato di gestione del Museo del Cinema. Abbiamo anche di recente sperimentato quanta autonomia dal potere politico abbia il Comitato di gestione, e quanto il potere politico se ne sbatta il culo delle eventualissime scelte autonome del Comitato di gestione: per cui diciamo pure che è già pronto un nome per la successione, indicato dai Cinquestelle.
Anche in questo caso mi rifiuto di bruciare il lavorìo in atto: che se poi qualcosa gli andasse storto, capaci che danno a me la colpa. A me, o ai marziani: dipende dai giorni. 
Mi limito quindi a dire che il nuovo direttore del Tglff è già stato individuato: e se davvero sarà chi penso io sorprenderà molti. Almeno per fattori anagrafici. Mi sbilancio e aggiungo un'ultima cosa: il compito che l'attenderà sarà, diciamo, un banco di prova che richiederà impegno. E ho detto tutto.

Commenti

Post popolari in questo blog

CIAO SERGIO

Sergio Ricciardone non c'è più. Se n'è andato così, ad appena 53 anni, dopo breve malattia. Venticinque anni fa, insieme con i colleghi deejay Giorgio Valletta e Roberto Spallacci, aveva fondato l'associazione X-Plosiva e inventato Club to Club. Il resto è storia. La storia di una piccola serata itinerante nei club torinesi che man mano cresce, evolve, cambia pelle, fino a diventare C2C, uno dei più importanti festival musicali d'Europa e del mondo . Sergio, che di C2C era il direttore artistico, era un mio amico. Ma era molto di più per questa città: un genio, un visionario, un innovatore, un pioniere. E un innamorato di Torino, che spesso non l'ha compreso abbastanza e ancor meno lo ha ricambiato. Un'altra bella persona che perdiamo in questo 2025 cominciato malissimo: Ricciardone dopo Gaetano Renda e Luca Beatrice. Uomini che a Torino hanno dato tanto, e tanto ancora potevano dare.   Scusatemi, ma adesso proprio non me la sento di scrivere altro.

ADDIO, LUCA

Luca Beatrice ci ha lasciati all'improvviso, tradito dal cuore all'età di 63 anni. Era stato ricoverato lunedì mattina alle Molinette in terapia intensiva. Non sto a dirvi quale sia il mio dolore. Con Luca ho condiviso un lungo tratto di strada, da quando ci presentarono - ricordo, erano gli anni Novanta, una sera alla Lutèce di piazza Carlina - e gli proposi di entrare nella squadra di TorinoSette. Non me la sento di aggiungere altro: Luca lo saluto con l'articolo che uscirà domani sul Corriere . È difficile scriverlo, dire addio a un amico è sempre triste, figuratevi cos'è farlo davanti a un pubblico di lettori. Ma glielo devo, e spero che ne venga fuori un pezzo di quelli che a lui piacevano, e mi telefonava per dirmelo. Ma domani la telefonata non arriverà comunque, e pensarlo mi strazia. Ciao, Luca. Funerale sabato 25 alle 11,30 in Duomo.

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...