Passa ai contenuti principali

IN 35 MILA A MOVEMENT: STABILI GLI SPETTATORI, IN CALO I DUE MAIN SHOW

Ricevo dagli organizzatori di Movement, e volentieri pubblico, il consuntivo dei risultati della tredicesima edizione del festival. Nessun commento: confermo quanto ho già scritto più volte, l'ultima il 13 ottobre scorso.

Movement Entertainment desidera condividere con i propri sostenitori gli ottimi risultati della 13° edizione di Movement: il festival autunnale di musica contemporanea e arti visive, patrocinato dalla Commissione Europea unitamente al cugino Kappa Futur Festival, il più partecipato d’Italia.
Programma e affluenza - La programmazione si è estesa dal 21 settembre al 14 ottobre coinvolgendo 39 artisti in 8 diverse venue. 35 mila le presenze riscontrate nel corso delle 3 settimane inaugurate dalle première elettroniche (La Stampa Sound Journey all’Aeroporto di Torino, Superga birthday Party e Movement on the road, 5 dj-set in centro città). I due Main Show al Lingotto del 12 e 13 ottobre registrano 18 mila ospiti da 37 nazioni (+54% vs. 2017) (credo che l'aumento del 54% riferito dagli organizzatori si riferisca alle nazionalità rappresentate fra gli spettatori dei Main Show, che nel 2017 provenivano da 24 paesi: il dato delle presenze ai due Main Show mi risulta infatti in calo rispetto a quello di 25 mila spettatori dichiarato dagli stessi organizzatori per il 2017, quando i due Main Show si tennero il 28 e 31 ottobre, beneficiando dell'effetto-Halloween. Resta invece stabile a 35 mila spettatori il dato delle presenze totali. Qui trovate il consuntivo 2017. NdG).
Territorio e turismo - Movement consolida il proprio legame con il territorio attraverso la collaborazione con le più qualificate realtà industriali con sede a Torino, 59 importanti fornitori locali, l’impiego di oltre 280 risorse umane e la stretta interazione con gli operatori turistici piemontesi. Movement Hospitality System® ha veicolato oltre 1500 pernottamenti negli hotel cittadini, ha mobilitato oltre 1600 ospiti con la metropolitana e 2000 con Taxi Torino
(Nel 2017 vennero dichiarati degli organizzatori 1800 pernottamenti negli hotel, oltre 3500 visitatori spostati con la metropolitana e 2500 con Taxi Torino: quindi nel 2018 si registra tra i Movement-goers un calo degli utenti della metropolitana e un aumento degli utenti dei taxi, NdG).
Si stima in 8 milioni di euro la ricaduta economica positiva del Festival sul territorio.
Presidio sanitario - Movement si è avvalso per il tredicesimo anno consecutivo del prezioso servizio medico 118 e A.S.L. Torino 2 presidio sanitario di Regione Piemonte. I progetti Neutravel e P.I.N. hanno contribuito allo svolgimento ottimale della kermesse.
Innovazione - Movement perfeziona l’utilizzo della tecnologia cashless: il metodo di pagamento digitale con loyalty card, dotata di chip RFID, per acquistare i beni e i servizi offerti al Festival.
Comunicazione e media - La partnership con i maggiori media europei ha qualificato e diffuso il messaggio culturale su 80 testate italiane e 36 internazionali. Sono stati 56 gli operatori media accreditati al Festival. La pagina Facebook ha superato 95 mila fan con un reach di 6 milioni di persone da gennaio 2018 (in aumento rispetto al 2017, NdG).

Commenti

Post popolari in questo blog

L'UCCELLINO, LA MUCCA E LA VOLPE: UNA FAVOLA DAL FRONTE DEL REGIO

Inverno. Freddo. Un uccellino intirizzito precipita a terra e sta morendo congelato quando una mucca gli scarica addosso una caccona enorme e caldissima; l'uccellino, rianimato dal calore, tutto felice comincia a cinguettare; passa una volpe, sente il cinguettìo, estrae l'uccellino dalla cacca e se lo mangia. (La morale della favola è alla fine del post) C'era una volta al Regio Ora vi narrerò la favola del Regio che dimostra quanta verità sia contenuta in questo elegante aforisma. Un anno fa Chiarabella nomina alla sovrintendenza del Regio William Graziosi, fresco convertito alla causa grillina, imponendolo al Consiglio d'indirizzo e premendo sulle fondazioni bancarie: "Io non vi ho mai chiesto niente - dice ( bugia , ma vabbé) - ma questo ve lo chiedo proprio".  Appena installatosi, Graziosi benefica non soltanto i nuovi collaboratori marchigiani, ma anche i fedelissimi interni. Però attenzione, non è vero che oggi al Regio sono tutti co ntro Graz...

IL VANGELO DI GIULIO

Sono andato alla presentazione torinese del nuovo film di Giulio Base, «Il Vangelo di Giuda», al cinema Massaua, multisala della periferia ovest comodissima da casa mia. Non essendo un cinefilo militante, ero attratto soprattutto da curiosità mondana – vediamo chi c'è e chi non c'è – e non sono rimasto deluso: all'insegna dello «stiamo tutti invitati» la sala era stracolma di soliti noti, con il Museo del Cinema presente in massa a partire dal direttore Chatrian e dal presidente Ghigo (che ha addirittura rinviato la vacanza pasquale in Riviera per non perdersi l'evento); ben rappresentata anche Film Commission, ma non mancavano i duri e puri tipo Piemonte Movie e vari cenacoli cinefili, il manipolo dei giornalisti, l'intellighenzia cittadina (da dov'ero seduto vedevo Patrizia Sandretto, Alessandro Bollo del Museo del Risorgimento, Alessandro Isaia di Fondazione Cultura), il potere economico (onnipresente Giampiero Leo di Fondazione Crt) e politico-amministrativ...

IL FRUTTO TOSSICO DELLA SCIATTERIA POLITICANTE

Il saluto finale di Paolo Lucà, ieri pomeriggio per l'ultima volta sul palco del Folk Club, ha confermato quanto scrivevo sul Corriere. Come tante altre volte, quest'ennesimo vulnus al nostro sistema culturale è il frutto tossico di un sistema dei bandi ottuso e deleterio, e più in generale della noncuranza, della sciatteria politicante, della stolida supponenza di chi pretende di amministrarci senza possedere gli strumenti adeguati - o quantomeno un minimo di banale buon senso. Dunque non ho altro da aggiungere. Riporto qui l'articolo uscito ieri sul Corriere, non disponibile on line. Eccallà: loro combinano i casini, e ci rimettiamo noi. Non è necessario possedere l'intuito di Poirot per immaginare quale sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha indotto Paolo Lucà a dire basta. Ho motivo di supporre che il Folk Club, come decine di altre realtà culturali, sia vittima dell'incommensurabile sòla della Regione: parlo delle associazioni che hanno partec...