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RIMPASTO IN REGIONE, LA CULTURA LA SFANGA


E' andata bene, c'è stato il rimpasto in Regione e Albertone Cirio è riuscito a tacitare le voglie di Fratelli d'Italia mollando  a Maurizio "Marry" Marrone, che da sempre scalpita per avere la Cultura, la delega al Welfare già nelle mani leghiste dalla Caucino: quest'ultima si consolerà con la nuova e meravigliosa delega al Welfare degli animali (tutto vero).

E' andata bene, s'intende, per la Cultura; stento a immaginare, ma sarei curioso di sapere, cosa ne avrebbe fatto il filoputiniano Marry, indefesso sculacciatore di storici impertinenti, insonne fustigatore dei costumi, ispirato teologofine critico d'arte  e a sua volta artista creativoincompreso crociato dei diritti delle donne ed esperto di toponomastica, baluardo dell'ortodossia di genere nonché impavido condottiero anti-zecche.

Di certo il vispo Marry avrebbe regalato un vivace frisson a quanti oggi lamentano l'andamento lento (taluni direbbero impalpabile) della Vittoriona Poggio. Lo avevo detto e lo confermo: considerate le alternative incombenti, chi fa poco è mille volte preferibile a chi fa male. E di nuovo Cirio, con quella sua arietta da curato di campagna, ha risparmiato alla Cultura i danni estremi. Di nuovo: perché, rammento agli immemori, fino al ciriesco ripensamento in extremis, quell'assessorato era destinato alla sapienti cure di Roberto Rosso... E ancora una volta ricordatevi del Giusti.

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